Il genio creativo e l'amore per la cultura di Francesco Zarzana e Rossella Diaz, alias Progettarte, ha fortemente voluto e coraggiosamente fondato una nuova, bellissima rivista: BUK.
BUK è dedicata alla cultura, ai libri, al teatro. Momentaneamente con periodicità trimestrale, ha diffusione cartacea gratuita a Modena e provincia e ovunque on line, in formato pdf.
Direttore della testata, dal secondo numero, ovvero quello di Luglio 2011, sono io, sperando di meritare un tale onore (e che i due di cui sopra non mi mandino in galera...).
Chi voglia scaricare i numeri in formato elettronico della rivista, può farlo dal sito di BUK Modena o da quello della Infinito edizioni, naturalmente partner editoriale della splendida iniziativa. Chi vive a Modena può invece facilmente reperirlo in formato cartaceo.
Buona lettura e buona estate!
giovedì 4 agosto 2011
martedì 2 agosto 2011
Cose dell’altro mondo: il palco virtuale di Claudio Baglioni e la rivoluzione italiana che non decolla
Da qualche settimana è in libreria un libro sperimentale, scritto da un giovane autore, lo speaker radiofonico Gianfranco Valenti, in collaborazione con un grande guru della musica italiana, Claudio Baglioni.
Il libro s’intitola “Cose dell’altro mondo” (Infinito edizioni, 2011) ed è un saggio sull’idea di viaggio virtuale, sul rapporto con l’altro a 360 gradi, sulla comunicazione nuova e su quello che resta sullo sfondo. Ed è anche una tavola rotonda con eccellenze del mondo accademico che si interrogano sul trinomio tv-Web-socialità: Mario Caligiuri, Mario Morcellini, Raffaele Sibilio e Giorgio Simonelli.
Il libro – con prefazione di Vincenzo Mollica e postfazione di Camila Raznovich – tratta di realtà virtuale e materiale, di antri in cui siamo rinchiusi e dai quali uscire, di chance e di pericoli, e soprattutto dell’evoluzione impensabile, fino a pochi anni fa, di cui è oggetto l’odierna società della comunicazione, e con essa tutti noi.
Con tutti questi argomenti a disposizione, inevitabile parlarne con l’autore, Gianfranco Valenti.
Gianfranco, qual è l’idea alla base di “Cose dell’altro mondo”?
La voglia di fare qualcosa che fosse un libro, ma anche qualcosa di diverso. Un concept book, un insieme di generi e di umori, mischiare la narrativa alla saggistica, cogliendo di esse le svariate emozioni. Scrivere di temi sociali, di attualità, ma senza voler insegnare, bensì, semplicemente, raccontare: attraverso la musica, quella più semplice e immediata, il Pop. La verità è che se non fossi riuscito a “conversare” con Claudio Baglioni questo libro non sarebbe mai nato.
Claudio Baglioni è il protagonista indiscusso del libro, con le sue parole, i versi, la musica, la sua visione del mondo e, in questo caso, particolarmente del mondo “virtuale”, del Web. Come si relaziona Baglioni con le nuove tecnologie?
Qualche anno fa riscosse un grandissimo successo il suo sito Web (patapan.it). Aveva capito quanto fosse importante avvicinare il pubblico alla rete e dalla rete. Molto tempo prima, proprio con l’album che sta alla base del libro (Viaggiatore sulla coda del tempo), era riuscito a essere un precursore: canzoni solo apparentemente ermetiche, molto vicine al nuovo modo di comunicare, ai cambiamenti della società e capaci di porsi interrogativi netti. Anche questo è fare musica.
Tu condividi il suo punto di vista o, essendoci un trentennio di differenza tra voi, ritieni che vi possano essere differenti sfumature?
Trenta, sessanta o novant’anni fa poca differenza, nel senso che ogni cambiamento della società porta con sé molteplici sfumature, le cose cambiano (e meno male) e il progresso, lento o veloce che sia, ha pro e contro. Condivido che arriverà presto il momento in cui riscopriremo per davvero il gusto e il bisogno di incontrarci. Il Web ci aiuta a interagire, ma regala solo l’illusione dell’integrazione: se sei timido, i social network ti regalano solo per un attimo l’immediata socialità. E così, solo per un attimo, riusciamo ad abbattere il muro della timidezza. Un bel sorriso e una foto gradevole (per usare un eufemismo) non sempre equivalgono al “nostro tipo”. Il profumo, la pelle, la voce?
Come il Web ha cambiato la nostra vita?
Tutto è stato reso più rapido, più facile, più a portata di mano (o, a portata di click). Non sono d’accordo con chi dice che il Web sia la miglior forma di democrazia, il maggior strumento di libertà che il progresso ci ha regalato. Claudio Baglioni e, a modo suo, anche Giorgio Gaber si fanno domande su democrazia, libertà, mediocrità: tutti hanno la possibilità di fare tutto e di dire tutto, a chiunque e in qualsiasi parte del mondo. Bene, benissimo. Ma l’improvvisazione (perché di questo si tratta) necessita di un canovaccio: è così nella musica, è così nel teatro.
Ma è un cambiamento in meglio o in peggio?
In amore, come sul lavoro i cambiamenti sono risultato di scelte, più o meno sofferte. Le scelte sono nette, sono pietre dure, quindi ogni cambiamento dev’essere salutato con moderato ottimismo e con una bisaccia carica di speranza. Goethe diceva: “Piace tutto quel che è nuovo”. Io sono affascinato dalle novità, ma devi sempre essere in grado di saper gestire cose e situazioni nuove, altrimenti corri il rischio di scottarti.
Secondo te quali sono gli aspetti più pericolosi o addirittura dannosi del Web, a parte i molti lati positivi di questa “rivoluzione digitale”?
Non è un libro contro qualcosa, ma per qualcuno: la musica è il collante, i sentimenti sono cuore e motore. La rivoluzione digitale è l’unica vera rivoluzione che sta riguardando il nostro Paese, per il resto siamo un po’ fermi e incapaci di reagire a un presente preoccupato del futuro. Io sono ottimista e credo che si debba “utilizzare” questa inarrestabile forma di novità, questa ricerca di altri mondi per colmare e sistemare il nostro mondo. E credo che siano e saranno proprio i giovanissimi a saper utilizzare al meglio questa pacifica forma di ribellione che è in atto, ormai, da più di qualche anno.
E nel futuro – il che può voler dire, nel mondo dell’informatica e del virtuale, tra sei mesi o tra un anno?
Il futuro è a capo rigo: qualcosa, da qualche parte sta già accadendo. Qualche anno fa (una decina) tutti erano rimasti folgorati dal commercio elettronico, dalla possibilità di fare “numeri” attraverso questa forma di business. Almeno in Italia (e a parte eBay) la corsa è lenta, il progresso stenta. Il Web è una metafora della vita: è necessario, in tempo di crisi, fare Rete, lavorare a scopi diversi ma scambiandosi risorse. La storia insegna che l’individualismo ha portato sempre l’uomo a dover rimpiangere il proprio agire. E questo tanto nel back stage (affetti, amori) quanto sulla scena (vita pubblica, professione, affari).
Quali paralleli noti tra la musica di Baglioni e il Web e quali discrasie?
Non ci sono discrasie. Non perché Baglioni sia il numero uno, ma perché, comunque, è riuscito, con musica, parole e iniziative a largo raggio, a coinvolgere il pubblico, musicale e non. Il Web è un mondo parallelo, anzi, vive in parallelo, nel senso che al suo stesso interno ci sono forme che combaciano, temi che collimano. Internet è un fenomeno di massa e Claudio, da sempre ha scritto canzoni per la gente, andando davvero al cuore della gente. Ed è riuscito nell’impresa di fare emozionare e far riflettere. Compattando tutti in un’unica appassionata generazione, dai 16 ai 70 anni. E oltre.
E se un mondo il virtuale dovesse prevalere e, alla fine, diventasse quella la vera realtà?
Quello che vive e cresce nel virtuale è reale. La vita è reale. Se, poi, i computer dovessero prendere vita, animarsi e ribellarsi con il genere umano, sarà sufficiente chiamare l’A-Team o, più semplicemente, staccare la spina. Più economico, senza dubbio.
martedì 26 luglio 2011
Bosnia Express mercoledì 27 luglio a an Pietro Vernotico (BR), poi in vacanza fino al 30 agosto
Cari,
domani, mercoledì 27 luglio, vi aspetto a SAN PIETRO VERNOTICO (BR), in Piazza del Popolo, alle 21 00, per quella che potrebbe essere considerata come l'ultima presentazione stagionale di "Bosnia Express". L'avventura - bellissima - è cominciata 46 presentazioni fa, il 30 settembre, a Roma, e la Puglia - la regione che ha ospitato più presentazioni del libro - rappresenta la più bella e degna chiusura.
"Bosnia Express" in realtà va solo in vacanza per un mese (l'autore, ahilui!, no) e torna ad Ancona, al Festival Adriatico Mediterraneo, il 30 agosto. Un mese dopo uscirà "Saluti da Sarajevo", che devo riuscire a chiudere entro la fine del mese prossimo. Una corsa contro il tempo.
Poi in realtà ci sarebbero altre enormi sorprese in arrivo, ma per il momento top secret assoluto!
Vi aspetto domani a San Pietro Vernotico, poi martedì 30 agosto ad ANCONA, Festival Adriatico Mediterraneo, Palazzo degli Anziani, Piazza Benvenuto Stracca, ore 18,00.
Buona estate!
Altre date in preparazione.
Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo presentato il libro 46 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Bari, Bologna, Casalecchio di Reno (BO), Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Corato (Ba), Cupra Montana (AN), Firenze, Giulianova, Lecce, Massafra (Ta), Milano (2 volte), Modena (2), Mola di Bari (BA), Molfetta (Ba), Muro Leccese (Le), Nettuno (RM), Padova, Palermo, Parma, Pisa, Pont-Saint-Martin (AO), Roma (7 volte), San Benedetto del Tronto, San Pietro Vernotico (Br), Saronno (VA), Staranzano (GO), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT), Torino, Trieste, Venezia-Mestre, Villa di Serio (BG), Vittorio Veneto.
Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it
facebook: Luca Leone
domani, mercoledì 27 luglio, vi aspetto a SAN PIETRO VERNOTICO (BR), in Piazza del Popolo, alle 21 00, per quella che potrebbe essere considerata come l'ultima presentazione stagionale di "Bosnia Express". L'avventura - bellissima - è cominciata 46 presentazioni fa, il 30 settembre, a Roma, e la Puglia - la regione che ha ospitato più presentazioni del libro - rappresenta la più bella e degna chiusura.
"Bosnia Express" in realtà va solo in vacanza per un mese (l'autore, ahilui!, no) e torna ad Ancona, al Festival Adriatico Mediterraneo, il 30 agosto. Un mese dopo uscirà "Saluti da Sarajevo", che devo riuscire a chiudere entro la fine del mese prossimo. Una corsa contro il tempo.
Poi in realtà ci sarebbero altre enormi sorprese in arrivo, ma per il momento top secret assoluto!
Vi aspetto domani a San Pietro Vernotico, poi martedì 30 agosto ad ANCONA, Festival Adriatico Mediterraneo, Palazzo degli Anziani, Piazza Benvenuto Stracca, ore 18,00.
Buona estate!
Altre date in preparazione.
Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo presentato il libro 46 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Bari, Bologna, Casalecchio di Reno (BO), Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Corato (Ba), Cupra Montana (AN), Firenze, Giulianova, Lecce, Massafra (Ta), Milano (2 volte), Modena (2), Mola di Bari (BA), Molfetta (Ba), Muro Leccese (Le), Nettuno (RM), Padova, Palermo, Parma, Pisa, Pont-Saint-Martin (AO), Roma (7 volte), San Benedetto del Tronto, San Pietro Vernotico (Br), Saronno (VA), Staranzano (GO), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT), Torino, Trieste, Venezia-Mestre, Villa di Serio (BG), Vittorio Veneto.
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La “sgrammatica” del teatro di Emma Dante: intervista a Giuseppe Distefano
Oltre a lunghe ed estenuanti prove, dietro ogni spettacolo teatrale c’è – talvolta dimenticato – il talento e la sensibilità di un fotografo, chiamato a immortalare e rendere talvolta eterni istanti comunque irripetibili. Giuseppe Distefano è tra questi grandi protagonisti della macchina fotografa ed è la persona che, negli ultimi anni, ha immortalato in scatti superbi i principali momenti di vita e d’espressione di tutti gli spettacoli della grande regista e autrice palermitana. Il vastissimo repertorio di immagini fotografiche degli spettacoli della Dante – MPalermu, Carnezzeria, La Scimia, Vita mia, Michelle di Sant’Oliva, Cani di bancata, Il festino, Le pulle, Acquasanta – è al centro di un prestigioso e raffinatissimo lavoro dedicato all'opera della regista – una delle rivelazioni più importanti del panorama del teatro contemporaneo, vincitrice per la regia e la drammaturgia di importanti premi – e pubblicato da Infinito edizioni (Giuseppe Distefano, Il teatro di Emma Dante, 2010).
Delle immagini del fotografo siciliano la Dante ha scritto nella prefazione firmata nel libro: “La luce delle foto di Distefano è una luce che svela insopportabili dettagli, nascoste verità che dalla sala non possono vedersi. C’è sempre nei miei spettacoli qualcosa di segreto, qualcosa che non arriva al pubblico e che serve agli attori per mantenere il mistero che nutre parole e gesti. Il mio teatro è, soprattutto, un accadimento; per questo è importante trovare uno sguardo capace di cogliere il lato nascosto delle cose”. A Distefano ho chiesto di rivelare a parole, in questa breve intervista, alcuni di questi dettagli.
Giuseppe, nel tuo “Il teatro di Emma Dante” tratteggi con scatti splendidi la prima fase della carriera di una grande regista, stimata ormai non solo in Italia. Vuoi provare a pennellare ora a voce il teatro di Emma, raccontandolo come lo vede un fotografo che raccoglie in migliaia di scatti l’intrecciarsi di decine di vite con il genio creativo di una grande regista?
Mi interessano, perché credo che siano più vere, le immagini “sgrammaticate”. E il teatro della Dante lo è. È “sgrammaticato” perché rompe e infrange regole linguistiche e canoni scenici tradizionali. È un teatro dove non ci si trucca per andare in scena, anzi, ci si strucca per essere, gli attori, più veri possibile. Nel suo teatro troviamo occhi sbarrati, bocche spalancate, movimenti sgraziati, posture sghembe, danze forsennate. E le foto ritraggono tutto ciò. Tutta questa “grammatica” nasce da un encomiabile lavoro sul e col corpo. Un lavoro duro, faticoso, rigoroso, al quale gli attori sono sottoposti. Un lavoro che rivela l’essenza dell’attore, lo denuda, lo svela. È un lavoro dove è importante non come si muove il corpo, ma cosa lo muove. E questa è la sfida per chi fotografa: riuscire a cogliere in uno scatto la necessità interna di un movimento, di un gesto, di un’espressione.
Come nasce il tuo rapporto professionale accanto a Emma Dante?
Nasce da un incontro, come tutte le cose importanti. Da un avvicinamento graduale scaturito da una lunga e appassionata intervista in due tappe che le feci per il mensile di spettacolo Primafila. Era alle prese con un laboratorio per lo spettacolo Cani di bancata e le chiesi se potevo assistervi e fotografare le varie fasi di lavoro. Da lì in avanti ho cominciato a entrare nelle viscere del suo “fare” teatro. Entrare nello spazio creativo di Emma, nella sua scrittura scenica, significa “sporcarsi”, essere anch’io corpo vivo della scena.
La regista Emma Dante, la grande creativa, e la donna, coincidono o sono, come a volte accade una volta scesi dal palco, persone completamente diverse?
Non conosco la dimensione prettamente privata, intima, personale di Emma, tale da poter di conoscerla. Conosco, un po’, quella artistica per la frequentazione in momenti di prova, di laboratorio, di spettacolo, di incontri pubblici. Credo di poter dire, come impressione, che Emma sia sempre lei, dentro e fuori la scena.
Il teatro di Emma Dante ha una profondissima valenza sociale ed è coraggioso, oltre che splendido e ispirato, teatro di denuncia. Basti pensare ai lavori dedicati dalla regista alla piaga della mafia. Possiamo però definire quello della Dante “solo” teatro sociale o c’è qualcosa – forse addirittura molto – di più?
Nel lavoro di Emma c’è una forte dimensione di denuncia: vedi Cani di bancata, che parla di mafia e politica, o Le pulle, che affronta l’argomento scomodo della prostituzione, del travestitismo, ecc. Ma la definizione di “teatro sociale” non esaurisce il suo teatro. Non credo si possa catalogare e ridurre a questa etichetta restrittiva. Emma racconta, mostra, evoca territori umani aspri e violenti, cerimonie e ritualità (irrituali) che hanno radici in mondi famigliari ancestrali e attualissimi, dove, in fondo, si può leggervi un forte bisogno d’amore. Perché tutto nasce da lì. C’è, in sintesi, una cartografia antropologica dell’anima che ha a che fare con l’essere umano.
Nel testo con cui accompagni le immagini parli del teatro della Dante come di “pane per gli occhi”. È un’immagine di una profondità e di una bellezza difficilmente eguagliabile. Perché “pane per gli occhi”?
Perché gli occhi, per un fotografo, e non solo, sono la fonte di nutrimento. Ci si nutre di immagini. E quando queste ti “parlano”, quando toccano corde intime, emotive, allora fanno parte di te, ti costituiscono. Ti nutrono, appunto. Scrivo che la forza e le potenza delle immagini che Emma crea sono pane per gli occhi, inteso come nutrimento emotivo e conoscitivo di un mondo interiore, psicologico, sociale, che può servire a stimolare, a interrogare e interrogarsi, offrendo allo spettatore suggestioni sommerse e svelamenti di un immaginario personale e comune.
Perché, secondo te, da profondo conoscitore di teatro, il governo di questo Paese sta sistematicamente buttando via questo “pane per gli occhi”? Gli italiani forse non ne hanno bisogno?
L’affermazione emblematica di questo modo di pensare che il governo di questo Paese ha sistematicamente attuato, è stata la dichiarazione di un ministro quando ha sentenziato che la cultura non si mangia. Chi pensa così dimentica che la cultura è nutrimento. È elemento essenziale e insostituibile di conoscenza. In realtà l’aspetto tragico è pensare che le persone debbano soltanto mangiare. Si trattavano così gli schiavi. La cultura invece serve a dire alle persone che la vita ha un senso al di là delle necessità primarie. Oltre il mangiare, che viene senz’altro prima di tutto, c’è anche il fatto che con la mia vita io devo farci qualche cosa e non quello che dice un altro. E che si voglia persone solo a servizio di qualcun altro è esattamente quello che ha in testa proprio chi dice che la cultura non si mangia.
giovedì 21 luglio 2011
Carla Del Ponte, la tv svizzera e domani "Bosnia Express" a Nettuno
Carissimi,
facendo clik qui potete vedere il breve ma significativo speciale dedicato dalla tv svizzera di lingua francese al nostro incontro in Parlamento, lo scorso 11 luglio, con Carla Del Ponte, in occasione del ricordo delle vittime del genocidio di Srebrenica nel sedicesimo anniversario di quello speventoso evento.
Essere ripreso mentre do la mano a Carla Del Ponte, che ho avuto l'onore di presentare e intervistare alla Camera dei Deputati, fa un certo effetto.
Anticipo che sto lavorando alla quarta edizione di "Srebrenica. I giorni della vergogna" (ormai ce ne sono pochissime copie in giro e il lavoro va fatto) e alla terza edizione di "Bosnia Express", altra gioia non indifferente per me.
Confermo l'uscita a ottobre di "Saluti da Sarajevo", cui sto lavorando in questo preciso momento.
E poi vi invito, se passate di lì, a partecipare domani alla 46esima presentazione di "Bosnia Express", a Nettuno, mentre la prossima settimana sarò di nuovo nell'amata Puglia.
Le prossime presentazioni:
Luglio:
- venerdì 22 luglio, NETTUNO (RM), Gran Caffè Italian, via Matteotti 33/35, ore 18,15, nell’ambito del Salotto del Videocorto, presentazione congiunta con il libro “Nema problema” di Eric Gobetti (Miraggi edizioni); organizza Miraggi edizioni, modera Lucilla Colonna;
- mercoledì 27 luglio, SAN PIETRO VERNOTICO (BR), Piazza del Popolo, ore 21 00.
Agosto:
- martedì 30 agosto, ANCONA, Festival Adriatico Mediterraneo, Palazzo degli Anziani, Piazza Benvenuto Stracca, ore 18,00.
Altre date in preparazione.
Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo presentato il libro 45 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Bari, Bologna, Casalecchio di Reno (BO), Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Corato (Ba), Cupra Montana (AN), Firenze, Giulianova, Lecce, Massafra (Ta), Milano (2 volte), Modena (2), Mola di Bari (BA), Molfetta (Ba), Muro Leccese (Le), Padova, Palermo, Parma, Pisa, Pont-Saint-Martin (AO), Roma (7 volte), San Benedetto del Tronto, San Pietro Vernotico (Br), Saronno (VA), Staranzano (GO), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT), Torino, Trieste, Venezia-Mestre, Villa di Serio (BG), Vittorio Veneto.
Per proporre nuove presentazioni:
direzione.editoriale@infinitoedizioni.it
info@infinitoedizioni.it
lu.ne@libero.it
facebook: Luca Leone
facendo clik qui potete vedere il breve ma significativo speciale dedicato dalla tv svizzera di lingua francese al nostro incontro in Parlamento, lo scorso 11 luglio, con Carla Del Ponte, in occasione del ricordo delle vittime del genocidio di Srebrenica nel sedicesimo anniversario di quello speventoso evento.
Essere ripreso mentre do la mano a Carla Del Ponte, che ho avuto l'onore di presentare e intervistare alla Camera dei Deputati, fa un certo effetto.
Anticipo che sto lavorando alla quarta edizione di "Srebrenica. I giorni della vergogna" (ormai ce ne sono pochissime copie in giro e il lavoro va fatto) e alla terza edizione di "Bosnia Express", altra gioia non indifferente per me.
Confermo l'uscita a ottobre di "Saluti da Sarajevo", cui sto lavorando in questo preciso momento.
E poi vi invito, se passate di lì, a partecipare domani alla 46esima presentazione di "Bosnia Express", a Nettuno, mentre la prossima settimana sarò di nuovo nell'amata Puglia.
Le prossime presentazioni:
Luglio:
- venerdì 22 luglio, NETTUNO (RM), Gran Caffè Italian, via Matteotti 33/35, ore 18,15, nell’ambito del Salotto del Videocorto, presentazione congiunta con il libro “Nema problema” di Eric Gobetti (Miraggi edizioni); organizza Miraggi edizioni, modera Lucilla Colonna;
- mercoledì 27 luglio, SAN PIETRO VERNOTICO (BR), Piazza del Popolo, ore 21 00.
Agosto:
- martedì 30 agosto, ANCONA, Festival Adriatico Mediterraneo, Palazzo degli Anziani, Piazza Benvenuto Stracca, ore 18,00.
Altre date in preparazione.
Dal 30 settembre 2010 a oggi abbiamo presentato il libro 45 volte, ed esattamente a: Albano Laziale (RM), Ancona, Bari, Bologna, Casalecchio di Reno (BO), Catania, Cerignola (Fg), Cisliano (MI), Corato (Ba), Cupra Montana (AN), Firenze, Giulianova, Lecce, Massafra (Ta), Milano (2 volte), Modena (2), Mola di Bari (BA), Molfetta (Ba), Muro Leccese (Le), Padova, Palermo, Parma, Pisa, Pont-Saint-Martin (AO), Roma (7 volte), San Benedetto del Tronto, San Pietro Vernotico (Br), Saronno (VA), Staranzano (GO), Sedriano (MI), Taranto, Tarquinia (VT), Torino, Trieste, Venezia-Mestre, Villa di Serio (BG), Vittorio Veneto.
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