mercoledì 1 marzo 2017

Sabato 4 e 18 marzo, le donne di Bosnia a Modena

Tengo particolarmente a invitare chiunque sia interessato e in zona ai due incontri organizzati dall'Associazione Differenza Maternità e da UDI Modena, in collaborazione con l'assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Modena. Due incontri interamente dedicati alle donne della Bosnia Erzegovina, la vera linfa - e la vera e forse unica speranza - di quella terra. E forse anche della nostra.
"Bosnia express" è un progetto che prende nome dal mio omonimo e fortunatissimo libro di qualche anno fa e che parte dall’idea di continuità della violenza di genere sulle donne, dal riconoscimento dello stupro etnico come arma di guerra e distruzione. Le esperienze di resistenza pacifica delle donne bosniache possono e devono essere un modello per pensare nuove forme di convivenza, da valorizzare, per prevenire il sorgere di nuove conflittualità nazionali o etniche, tutte patriarcali. Le vittime di stupro furono, sono e saranno donne. Donne imprigionate in egemonie maschili. Il progetto intende creare un ponte tra le associazioni femminili e donne attive nel territorio della provincia di Modena e associazioni femminili e donne attive nei territori della Bosnia Erzegovina.

Bosnia, il Consiglio d’Europa chiede la fine dell’apartheid scolastico

L’Ecri, l’organismo anti-razzismo del Consiglio d’Europa, ha esortato ieri la Bosnia Erzegovina a porre fine alla segregazione scolastica tra alunni e docenti appartenenti a gruppi nazionali diversi.
“Porre fine a tutte le forme di segregazione nelle scuole è probabilmente il compito più importante per la Bosnia. È assolutamente vitale per costruire una società inclusiva e risparmiare alle generazioni future la maledizione delle divisioni etniche e dell'odio” ha dichiarato in proposito il presidente dell’Ecri.

martedì 28 febbraio 2017

Giornalista turco-tedesco arrestato in Turchia: la libertà d’espressione in Turchia nel Rapporto 2016-2017 di Amnesty International

Dal 14 febbraio è detenuto nelle carceri turche il reporter Deniz Yucel, corrispondente del giornale Die Welt. Yucel, con doppia nazionalità turco-tedesca, è accusato di "propaganda terroristica" e "istigazione all'odio" nell'ambito di un'inchiesta sul collettivo di hacker turchi RedHack, che diffusero alcune email di Berat Albayrak, ministro dell'Energia e genero del presidente Recep Tayyip Erdogan, su cui il giornalista ha scritto alcuni articoli. 
Sul tema della libertà d’espressione in Turchia segnaliamo il focus del Rapporto 2016-2017. La situazione dei diritti umani nel mondo di Amnesty International. Il testo può essere ripreso dalla stampa citando la fonte © Infinito edizioni 2017 – www.infinitoedizioni.it

Bosnia, quella strana idea serbo-bosniaca di pace e di conciliazione a Srebrenica

Si chiamava Vitaly Ivanovich Churkin, classe 1952, capelli grigi pettinati all’indietro, ed era sconosciuto ai più. In Russia però era una persona importante. E anche a New York, dove è morto, essendo stato il rappresentante diplomatico russo presso le Nazioni Unite dal 2006 fino al 20 febbraio 2017, giorno in cui si è spento. Ciò nonostante, questo agguerrito e paffuto signore, defunto improvvisamente per cause naturali, non sarebbe quasi certamente passato alla storia se non fosse stato colui che, a nome di Mosca, nel luglio del 2015 pose il veto in sede di Consiglio di sicurezza dell’Onu alla proposta britannica di riconoscere formalmente l’11 luglio 1995 come data del genocidio di Srebrenica. Apriti cielo. Il veto russo, naturalmente, spinse i tanti simpatizzanti di Putin nel mondo, e purtroppo in Italia, a dire che se la Russia lo negava, il genocidio non c’era stato, alimentando così ulteriormente i dubbi in alcuni e il negazionismo in altri. Il genocidio invece c’è stato e i russi lo sanno benissimo. Ma in piena guerra fredda, assestare un colpo a Londra equivaleva assestarlo agli Stati Uniti e all’Unione europea, con questioni come quella ucraina ancora aperte e sanguinanti.

lunedì 27 febbraio 2017

Štrpci, la strage del diretto 671

Una delle pagine terribili della guerra a Višegrad. Il 27 febbraio 1993 il treno diretto 671, partito da Belgrado con destinazione Bar, entra nel territorio della Repubblica serba di Bosnia, nel comune di Rudo. Il convoglio viene fatto fermare dai paramilitari dei cugini Milan e Sredoje Lukić nella stazione di Štrpci, un frazione di Rudo. I paramilitari avrebbero solo il mandato di controllare i documenti di tutti i passeggeri, ma dal convoglio vengono fatte scendere diciannove persone “non serbe”: un croato e diciotto musulmani-bosniaci. Gli sventurati, una volta scesi dai vagoni, vengono derubati e abusati fisicamente, come consuetudine delle Aquile bianche. Quindi vengono fatti salire a forza su un camion e, condotti nei pressi del Vilina Vlas, nella zona termale di Višegrad, vengono torturati tra i resti di una casa bruciata da un rogo lungo la riva della Drina. Terminato il divertimento, tutti vengono eliminati con un colpo alla testa e i loro corpi gettati nel fiume. I loro resti non sono mai stati ritrovati. Dei trenta sospettati per questo eccidio, al momento solo uno, Nebojša Ranisavljević da Despotovac è stato condannato, nel 2002, dal tribunale di Bjelo Polje, a quindici anni di carcere (condanna poi confermata in appello dalla Corte suprema del Montenegro nell’aprile del 2004). Ranisavljević è stato rilasciato per buona condotta nel 2011 ed è tornato uomo libero. Nel 2014 sono poi stati arrestati altri quindici presunti responsabili della strage, al momento ancora in attesa di sentenza definitiva.

"Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio": le presentazioni

Pubblico a seguire - come sempre, per la gioia di grandi e piccini - un primo elenco di presentazioni del libro Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio, limitato al periodo marzo-maggio 2017. Alcune sono ancora in definizione, ma certe. Altre sono in fase meno avanzata di definizione, quindi non sono al momento presenti nella lista.
I primi due incontri di Modena (4 e 18 marzo) non sono specificamente di presentazione del libro Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio ma fanno parte di un bellissimo progetto organizzato dalle associazioni femminili di Modena a partire da un'idea di alcune motivatissime e inarrestabili nuove amiche. La vera presentazione modenese del libro sarà quindi quella di maggio, presso la libreria Emily Bookshop, poiché, tra l'altro, il 4 marzo il libro sarà ancora in stampa e il 18 non è detto che sia già pronto.
Seguiranno comunicazioni per eventuali integrazioni, precisazioni, eccetera dell'elenco qui sotto:


MARZO
- Sabato 4 marzo, MODENA, Sala Oratorio, Palazzo dei Musei, ore 18,00
Dialogo con Luca Leone. LA GUERRA IN BOSNIA ERZEGOVINA: lo stupro etnico come arma per implementare un genocidio.
Presenta Simona Minniti
Saluti istituzionali
Moderatori: Matteo Pagliani ed Elena Zafferri.
Sabato 18 marzo, MODENA, Galleria Europa, piazza Grande, ore 18,00
Dialogo con Luca Leone. RESISTENZA E RESILIENZA: il ruolo delle donne nella ricostruzione della Bosnia Erzegovina oggi
Presenta Simona Minniti
Saluti istituzionali: Andrea Bosi, Assessore alle Pari Opportunità, Comune di Modena
Interviene Mario Boccia, modera Valentina Tomasini.Venerdì 24 marzo, MILANO, Circolo Acli Lambrate, Via Conte Rosso, 5, ore 21,00. Modera Silvio Ziliotto.
-Venerdì 31 marzo, CAMPO SAN MARTINO (PD), sala di Ca'Brenta, Piazza G.Marconi 1, modera Anna Righetto, presidente del Comitato di sostegno alle forze e iniziative di pace; introduce Giacomo Mazzonetto; organizza il Comitato provinciale di Padova di sostegno alle forze e iniziative di pace.

APRILE
-Venerdì 7 aprile, ANCONA, luogo in definizione, ore 18.30; modera Paolo Pignocchi, vicepresidente di Amnesty International; organizza il Gruppo Amnesty International di Ancona.
-Sabato 8 aprile, PARMA, Libreria Voltapagina, via Oberdan, 4/c, ore 18,00; modera Laura Caffagnini.

MAGGIO
-Venerdì 5 maggio, MORBEGNO (SO), in definizione, ore 18,00.
-Venerdì 5 maggio, CHIAVENNA (SO), in definizione, ore 21,00.
-Sabato 6 maggio, CHIAVENNA (SO), in definizione, ore 21,00, per la presentazione congiunta del mio libro e di quello del grande fotografo Domiziano Lisignoli, "Fianco a fianco").
-Giovedì 11 maggio, LANCIANO (CH), Libreria D’Ovidio, Corso Trento e Trieste, 44, ore 18,00.
-Venerdì 12 maggio, GIULIANOVA, Circolo Il Nome della Rosa, ore 21,30; interviene Paolo Pignocchi, vicepresidente di Amnesty International; modera Roberto Digiovannantonio.
-Sabato 13 maggio, MONTESILVANO, Libreria On the road, Galleria Europa 2, Corso Umberto I, 134, ore 18,00, modera Antonella Buccigrossi.
-Mercoledì 17 maggio, TORINO, Libreria AUT, via Barbaroux, 8, ore 18,30; modera Marco Travaglini.
-Venerdì 26 maggio, MODENA, Emily Bookshop, via Fonte d’Abisso 9/11, ore 17,00.
-Sabato 27 maggio, BRESCIA, Circolo ARCI “Caffè letterario”,  via Cesare Beccaria, 10, ore 17.00-20.00; modera Irene Panighetti; organizza l’Associazione “Orage d’étoiles” (www.associazioneoragedetoiles.com)

A questi incontri vanno aggiunte fiere del libro e festival, dove sarò presente allo stand in qualità sia di autore che di editore. Tra questi, segnalo senz'altro:
- 24-26 marzo, MILANO, BookPride
- 18-22 maggio, TORINO, Salone internazionale del libro
- 16-18 giugno, GIAVERA DEL MONTELLO (TV), GiaveraFestival.

Altre date, come detto, in via di definizione. In caso di proposte di incontri per Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio, contattatemi e provvederemo a trovare insieme una data.
Come sempre - almeno così si spera - vi aspetto in tanti, con cervello e cuore aperti.

venerdì 24 febbraio 2017

La Bosnia, i nazionalismi e la richiesta di revisione della sentenza di genocidio contro la Serbia

Nel 2007 la Corte di giustizia internazionale (Icj) de L’Aja aveva messo fine con una sentenza salomonica e politicizzata a una lunga querelle tra Bosnia Erzegovina e Serbia. Sarajevo chiedeva a L’Aja di condannare la Serbia per aggressione armata e genocidio durante la guerra del 1992-1995, la Serbia si difendeva negando il tutto. Alla fine, una sentenza assurda e contestata da tutti chiudeva la causa, con la Corte che riusciva a rendersi ridicola scrivendo, nel testo della sentenza, che la Serbia non era responsabile per il genocidio ma s’era macchiata della colpa di non aver fatto abbastanza per prevenirlo. In politichese, un rompete le righe e non rompete più le scatole.
L’aggressione serbo-bosniaca alla Bosnia Erzegovina è evidente e sono fin troppo le prove e le testimonianze che lo dimostrano. L’aggressione della Serbia contro la Bosnia Erzegovina è molto meno evidente ma tutti sanno che è andata così, a cominciare dai serbi, ma il regime di Slobodan Milošević fu bravo a nascondere le prove, così come lo fu quello non meno colpevole di Franjo Tuđman, perché se tutti puntano il dito contro l’aggressione serba, non da meno è stata, rispetto alla Bosnia Erzegovina, la Croazia. Ora però, secondo Izetbegović, nuovi elementi a suffragio della tesi dell’aggressione serba sarebbero emersi dal processo in corso sempre a L’Aja, ma davanti ai giudici del Tribunale penale internazionale per i crimini ci guerra nella ex Jugoslavia (Tpi), contro l’ex generale Ratko Mladić, l’ultimo dei nomi eccellenti in attesa di sentenza, auspicabilmente di condanna.
Tutto questo ha senso? Io credo di no.

giovedì 23 febbraio 2017

Viaggio in Bosnia, 22-26 aprile - ancora qualche posto disponibile

Lungo le tracce di Ivo Andric e delle ultime due guerre

Ancora qualche posto disponibile per il nuovo viaggio in Bosnia organizzato con gli amici dell'Associazione Terre di Artijané.
Il viaggio prevede Banja Luka, Sarajevo, Rudo, Višegrad e Tuzla, con incontri importanti e un tuffo vero nei sapori e delle storie locali.
Centrale è però il viaggio sulla Drina. Uno scorcio di valle della Drina per immergerci nella storia. La Valle della Drina è un luogo incantato dal punto di vista paesaggistico ma al contempo posto di frontiera che ha visto svolgersi alcuni degli eventi più importanti e drammatici della storia del Novecento.
Incontreremo testimoni dell’ultimo conflitto. Dormiremo e mangeremo con le persone del posto. Assisteremo allo spettacolo di uno dei più grandi e famosi gruppi folkloristici dei Balcani, quello di Rudo. E ascolteremo dalla viva voce dei testimoni ciò che è accaduto in quei luoghi meravigliosi appena venticinque anni fa, a un passo da casa nostra.

Da sabato 22 aprile a mercoledì 26 aprile inclusi.

Euro 440,00

Per info e prenotazioni:
Stefano Donà, Associazione Terre di Artijané
349 3000242
moltobelissimo@gmail.com