Banner I bastardi di Sarajevo

giovedì 18 dicembre 2014

Torino (oggi) e Cuneo (il 19/12) le ultime fermate del 2014 per "I bastardi di Sarajevo" (con appendice il 20...)

Aspetto gli amici piemontesi oggi a Torino e domani a Cuneo per le ultime due presentazioni del 2014. Sempre domani, a Cuneo, avrò il grande piacere di incontrare i ragazzi delle scuole superiori, esperienza che ripeterò il 20 a Torino. Poi anche "I bastardi di Sarajevo" si fermano per la pausa festiva di fine anno e tornano, più agguerriti che mai, nel 2015. Anno importantissimo. Ma ne parleremo più avanti.
Ci vediamo oggi a Torino e domani a Cuneo!!!



martedì 16 dicembre 2014

"I bastardi di Sarajevo": la recensione di Giulia e gli appuntamenti piemontesi

Scrive Giulia, una giovane lettrice, a proposito de I BASTARDI DI SARAJEVO:


“Le nostre femmine sono così. Palle grandi e cervello buono. Siamo noi maschi che non riusciamo a tenere il passo...e allora giù bastonate… ma prima o poi ci sgozzeranno tutti nel sonno... cazzo, faranno bene!!".
Queste sono le parole di uno dei protagonisti de "I bastardi di Sarajevo", il nuovo libro di Luca Leone.
La donna nominata in questione è Emina, ma per me è Zeljka.
Zeljka è la nostra interprete croata che ci aiuta ogni anno, durante il nostro campo di gemellaggio con la Bosnia Erzegovina, a capire le storie e le testimonianze di questo Paese.
Luca ha centrato il modo di essere di una vera donna bosniaca. Anche se il termine giusto forse è jugoslava perché, anche se ora il Paese è spaccato, al tempo erano una cosa sola.
Leggendo le parole di Luca puoi solo renderti conto di quanto siano pungenti e vere, di quanto tu possa appassionarti dei personaggi più vigliacchi che ti disgustano, anche solo per una loro parola,  ma allo stesso tempo creandoti curiosità nella lettura.

lunedì 15 dicembre 2014

Roma, Venezia e una signora che grida: “Italiani, vergogna!”…

Due città diverse, presentazioni dello stesso libro, “I bastardi di Sarajevo”, belle emozioni. Roma e Venezia. Città particolari, ferite da scandali più o meno recenti. La connection mafiosa romana da una parte. Lo scandalo del Mose dall’altra. Sempre la stessa consolidata storia: qualcuno ruba, la città subisce nuove ferite, i contribuenti onesti pagano. E giustizia forse sarà fatta, forse no. In Italia non è dato sapere. Quel che sappiamo è che tanto poi rispuntano sempre gli stessi nomi, o quasi, e che il “vizio” del furto è ormai diventato consolidato costume, a fronte di leggi assolutamente incapaci di stare al passo coi tempi e di impartire punizioni esemplari ai ladri.
Quel che rimane, però, spesso sono le piccole cose. A Roma, come ho scritto fu facebook qualche giorno fa, l’idea di essere presi in giro quando, alla reception dell’albergo, l’addetta si scusa spiegando che c’è da pagare di più perché “dal primo settembre 2014 la tassa di soggiorno è stata aumentata a quattro euro”. Sui giornali si racconta di furti di decine e decine di milioni, furti di denaro pubblico; e la tassa di soggiorno viene aumentata a quattro euro. Che pagano, come sempre, le persone oneste. È una quisquilia, ma ti senti preso in giro e ferito.
A Venezia, riecheggiano ancora nelle orecchie le parole di una signora anziana, sudamericana: “Italiani, vergogna”. Parole strillate perché, dopo essere stata “alleggerita” nel portafoglio per tutto il giorno in una città in cui il livello dei prezzi è così alto da apparire alla fine grottesco, a un certo punto non ce l’ha fatta più quando, nella stazione delle ferrovie dello stato, s’è ritrovata a dover inserire una moneta da un euro per poter accedere ai bagni pubblici. Sarà anche normale pagare 1.936,27 lire per fare una pisciata. Ma è “normale” perché ormai noi italiani siamo disposti ad accettare tutto, incapaci come siamo di ribellarci e di diventare popolo da quell’accozzaglia che siamo. Ma – che ne conveniate o no – 1.936,27 lire per liberare la vescica dopo aver dovuto pagare anche l’aria che hai respirato – perché a Venezia è così – alla fine è davvero troppo. Chiaro, siamo di fronte alla goccia che fa traboccare il vaso. Ma quel vaso prima o poi è destinato a incrinarsi, se ogni anno tanti veneziani se ne vanno dal centro storico. Di chi è Venezia? È di proprietà dei negozianti che fanno pagare cinque euro per una cioccolata calda fatta con la bustina? O dei corrieri che per consegnare un pacco chiedono un sovrapprezzo di 25 euro? Ma lo sapete che per farsi consegnare mille chili dalla Polonia bastano 17 euro e che per farsi arrivare dagli Stati Uniti lo stesso pacco che a Venezia richiede un sovrapprezzo di 25 euro servono pochissimi dollari? Eppure c’è molta più acqua in mezzo. Addirittura un oceano…
E allora sì: “Italiani vergogna”, la signora aveva ragione. Italiani vergogna perché oramai non riusciamo a indignarci più di fronte a nulla ma sappiamo solo chinare il capo e aprire il portafoglio, pur di vivere quietamente e non avere problemi.
Però per quanto potrà ancora andare avanti così? Siamo davvero sicuri che possa essere per molto?

venerdì 12 dicembre 2014

Venezia, 12 dicembre: "I bastardi di Sarajevo" sbarcano in laguna, sciopero permettendo

Nella speranza che lo sciopero generale non impedisca gli spostamenti, dovremmo poterci incontrare oggi, nel tardo pomeriggio, a Venezia per la chiusura di un'importante manifestazione sui Balcani e la conseguente presentazione de "I bastardi di Sarajevo".
A dopo.

martedì 2 dicembre 2014

“Beethoven”, un inno contro ogni rigurgito di nazi-fascismo in Europa

C’è una persona, un uomo, in questa povera Europa in preda a rigurgiti di nazionalismo, razzismo, localismo e nazi-fascismo, che da una trentina d’anni produce testi come quello qui sotto. Non lo fa con giri di parole. Scrive, tra l’altro:
The boots are back in town
When ignorance and fear
Are closing mouths and ears
The skins are on their way
Questa persona di mestiere – dopo aver fatto il lavapiatti e qualsiasi altra cosa onesta e onorevole – fa il musicista. Ha una delle voci più potenti d’Europa e, negli anni, è diventato un poeta di spicco nel panorama della poesia del suo Paese. La Germania. Un posto dove di nazismo se ne intendono. Purtroppo per tutti.
L’uomo in questione – che non avrò mai il piacere di conoscere personalmente ma che considero come un fratello dal 1983, un fratello a cui devo moltissimo – si chiama Hartwig Schierbaum. In Italia è sconosciuto sia col suo nome che con quello d’arte, con cui è invece arcinoto in buona parte del resto del mondo. Il nome d’arte è Marian Gold, e lui in Italia è famoso solo per un disco (Forever Young) e per tre o quattro canzoni, il tutto datato 1984. Un millennio orsono. Prima che cominciasse il medioevo in cui siamo precipitati. O forse era già cominciato ma non ce ne rendevamo ancora conto.

Roma, 3 dicembre: La libreria Arcadia ospita "I bastardi di Sarajevo"


"I bastardi di Sarajevo": la recensione di Sabrina da Cuneo e gli appuntamenti di dicembre


Caro Luca,
ho appena finito di leggere il tuo libro!
Ho pensato di scriverti subito perché mi è piaciuto molto!
Bravo veramente!
Purtroppo non sono riuscita ad iniziarlo prima della scorsa settimana, ho avuto un periodo un po’ complicato che non mi ha permesso di potermi dedicare in modo adeguato alla lettura. Appena ho potuto, però, mi ci sono buttata a capofitto!
Il libro scorre velocemente e devo dire che mi è piaciuta molto la scelta di raccontare più storie alternandole nella scrittura dei capitoli. Purtroppo per chi ama la Bosnia come noi è sempre difficile e doloroso leggere queste storie che purtroppo conosciamo, magari con nomi di persone diversi e in altre cittadine bosniache, ma la sostanza non cambia...
Un libro come questo è  sicuramente un modo per raccontare delle storie (vere o verosimili che siano) che probabilmente ancora qualcuno non sa, per dar voce a chi non è stato ascoltato da nessuno.
Aggressivo il linguaggio in alcuni capitoli ma assolutamente adeguato, meravigliosa la figura del Professore....
Grazie anche questa volta per le emozioni che hai saputo trasmettere a noi lettori!
Un forte abbraccio, ci vediamo il 19 dicembre qui a Cuneo!
A presto!
Sabrina

domenica 30 novembre 2014

Domenica 30 novembre, "I bastardi di Sarajevo" al Nome della Rosa di Giulianova


Le prossime presentazioni:

Novembre:
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.
Dicembre 2014:
- mercoledì 3 dicembre, ROMA, Libreria Arcadia, ore18,00; interviene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- giovedì 4-lunedì 8 dicembre, ROMA, Piùlibri Piùliberi, Palazzo dei Congressi dell'Eur, sarò per l'intera durata della manifestazione allo stand D15, piano terra, Infinito edizioni;

sabato 29 novembre 2014

Sabato 29 novembre, "I bastardi di Sarajevo" ad Ancona con Amnesty


Le prossime presentazioni:

Novembre:
- sabato 29 novembre, ANCONA, Casa delle Culture, ore 18.00; organizza Amnesty International Ancona, modera Paolo Pignocchi;
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.
Dicembre 2014:

venerdì 28 novembre 2014

Venerdì 28 novembre, "I bastardi di Sarajevo" a Cupra Marittima



Le prossime presentazioni:

Novembre:
- venerdì 28 novembre, SAN BENEDETTO DEL TRONTO, Scuola IPSIA, Viale dello Sport, 60, ore 9,00; introduce Mimmo Minuto;
- venerdì 28 novembre, CUPRA MARITTIMA (AP), sala consiliare del Comune di Cupra Marittima, piazza Libertà 11, ore 21,00; modera e organizza Lucilio Santoni;
- sabato 29 novembre, ANCONACasa delle Culture, ore 18.00; organizza Amnesty International Ancona, modera Paolo Pignocchi;
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.
Dicembre 2014: