Srebrenica. La giustizia negata

Banner I bastardi di Sarajevo

giovedì 3 settembre 2015

Aumento dei rifugiati, Amnesty International: la risposta dell’Ue continua a essere inadeguata

La risposta collettiva dell’Unione europea all’aumento dei rifugiati continua a stupire per l’insieme di violenza ai confini, mancanza di coordinamento e assenza di leadership. È quanto ha dichiarato oggi Amnesty International, i cui ricercatori si trovano da giorni in Ungheria e sull’isola greca di Kos. 
“L’Europa sta affrontando il più grande esame di umanità da decenni. Finora, i leader europei sono stati miseramente bocciati. La crisi non è quella delle persone che arrivano in Europa ma risiede nella risposta incredibilmente inadeguata che l’Europa sta fornendo. Il nostro messaggio ai leader europei è chiaro: rispettate i vostri obblighi internazionali di dare protezione a chi ne ha bisogno” – ha dichiarato Gauri van Gulik, vicedirettrice del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. 
“Basta coi cancelli e col filo spinato. Basta coi gas lacrimogeni e le granate stordenti. E basta col costringere i rifugiati a morire in viaggi rischiosi” – ha concluso van Gulik.

Un’insegnante speciale racconta i suoi “Ragazzi con la bandana”

Una classe senza banchi, una professoressa senza registro: non è la scuola della riforma Renzi che inizierà a muovere i primi passi tra pochi giorni, ma la scuola unica e speciale della professoressa Daniela, che ha come allievi le ragazze e i ragazzi del reparto di Oncologia del Policlinico Gemelli di Roma, i Ragazzi con la bandana. Sono ragazzi speciali, con una grinta e una determinazione d’acciaio, che non smettono mai di sorridere e considerano lo studio e i compiti come un momento speciale nelle lunghe giornate in ospedale. E la forza di queste ragazze e ragazzi si trasmette a Daniela, che resiste, e anno dopo anno rimane vicino a loro, per lottare, giorno per giorno.
Ragazzi con la bandana è il diario di un’insegnante speciale ed è un libro legato a “La Casa a Colori”, un importante progetto di solidarietà di A.G.O.P. onlus, l’Associazione dei Genitori di Oncologia Pediatrica, che vuole costruire un luogo per accogliere e prendersi cura dei ragazzi e delle loro famiglie, molte volte lontani da casa.

mercoledì 2 settembre 2015

Mondiali di Arco 3D: ottimo inizio per la Nazionale e per il nostro Torricelli

Graziano Torricelli, di cui vi ho raccontato qualche giorno fa (trovate l'articolo, ripreso da più fonti, "Gazzetta di Modena" inclusa, cliccando qui), ha cominciato alla grande la sua prima avventura Mondiale da campione d'Italia in carica di arco nudo 3D.
Nella giornata inaugurale Graziano ha ottenuto un gratificante nono posto, vincendo la tensione e comprendendo da subito di avere le carte in regola per fare molto bene. Torricelli ha totalizzato 429 punti, con 10 "11" e 15 "10". Benissimo tutta la squadra azzurra, prima con Giuseppe Seimandi (452 punti) e ottava con Alessandro Giannini (431 punti). Nell'immagine potete vedere gli score nel dettaglio.
Domani seconda giornata. Gli score delle due giornate si sommano e passano alla fase finale i primi 16. Poi si fa veramente sul serio e in palio ci sono tre medaglie pesanti, che i tre azzurri potrebbero riuscire a portare a casa.
In bocca al lupo!

"Per i diritti umani" pubblica la mia intervista su "Srebrenica. La giustizia negata"

Con piacere vi propongo la lettura al link www.peridirittiumani.com dell'intervista che ho rilasciato ad Alessandra Montesanto. Il testo è stato pubblicato questa mattina dall'associazione "Per i diritti umani" e le domande sono state molto interessanti e stimolanti. Spero lo siano anche le risposte.
Buona lettura e grazie ad Alessandra e a "Per i diritti umani".

martedì 1 settembre 2015

Bosnia, per Dodik il rinvio a giudizio di Orić è “una farsa”

Il rinvio a giudizio dell’ex comandante delle forze di difesa di Srebrenica durante il drammatico assedio del 1992-1995 che precedette il genocidio del luglio 1995, il discusso “Rambo” musulmano bosniaco Naser Orić, “è una farsa”: parola di Milorad Dodik, il milionario presidente ultranazionalista serbo-bosniaco da sempre impegnato in un’instancabile opera di destabilizzazione della Bosnia Erzegovina. Lo stesso Dodik, nel corso di una conferenza stampa-show, ha previsto “l’assoluzione per mancanza di prove di Orić, a causa della morte dei testimoni in virtù della loro età avanzata e del fatto che si tratta di fatti risalenti ormai a 25 anni fa”.

venerdì 28 agosto 2015

Bosnia, per la Procura di Sarajevo Naser Orić avrebbe commesso crimini di guerra

L’ex comandante delle forze di difesa di Srebrenica durante il drammatico assedio del 1992-1995, che precedette il genocidio del luglio 1995, il discusso “Rambo” musulmano bosniaco Naser Orić, è stato accusato formalmente dalla Procura della Bosnia Erzegovina di crimini di guerra. Lo riferisce la testata d’informazione on line “Balkan Insight”, secondo cui l’accusa sarebbe quella di avere avuto responsabilità nell’uccisione di almeno tre prigionieri di guerra serbo-bosniaci in altrettante aree intorno a Srebrenica.
Per gli stessi presunti crimini Orić era stato fermato lo scorso mese di giugno su un valico di frontiera tra Svizzera e Francia, per essere poi rilasciato proprio in virtù dell’esistenza della denuncia di cui sopra depositata presso la Procura nazionale bosniaca.
Orić, ex “gorilla” del presidente serbo Slobodan Milošević, rimase a capo della difesa di Srebrenica fino al marzo del 1995, fortemente avversato da una parte dello stato maggiore bosniaco di Sarajevo, e in particolare da quegli alti ufficiali non riconducibili politicamente al partito nazionalista musulmano Sda, guidato dall’ex presunto padre della patria Alja Izetbegović.
Nei villaggi intorno a Srebrenica sono stati uccisi decine, forse centinaia di civili serbo-bosniaci inermi, soprattutto tra il 1992 e il 1993, proprio mentre gli aggressori serbi e serbo bosniaci tenevano sotto assedio oltre 40.000 persone a Srebrenica, massacrandone numeri non inferiori. La maggior parte dei responsabili dei massacri da una parte e dall’altra sono rimasti a oggi impuniti, mentre politici e propaganda di parte non fa che proteggerli, invece di adoperarsi per assicurarli alla giustizia e costruire così un presente e un futuro migliore per il Paese.

Premio “La Quara 2015”, vi aspettiamo a Borgo Val di Taro (Pr) domani pomeriggio!

Avrà luogo domani, a Borgo Val di Taro (Pr), la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio La Quara, i cui dieci finalisti hanno dato vita al libro Storie in piazza pubblicato dalla nostra casa editrice.
Beatrice Azzolina, Francesca Bottarelli, Laura Galeazzi, Rodolfo KauberAntonio Milicia –  la rosa finale prescelta dalla giuria – insieme agli altri finalisti, con le loro short stories, si sono cimentati con il tema della Piazza, luogo in cui s’incontrano persone, anime, venti che spirano da più lati e impongono alla polvere nuove geometrie, come lo spazio o le mura circostanti fanno con le voci, gli sguardi, i sogni.
Se la cultura umana si è forgiata nell’Agorà, che cosa rimane ai giorni nostri della Piazza, del suo significato di luogo d’incontro, di comunione di esperienze e di reciproca conoscenza?
Questo libro risponde alla domanda e lo fa in modo sorprendente. Dimostrando che in Piazza si può fare ottima letteratura. In Piazza si scrivono grandi short stories!
Vi invitiamo a partecipare alla cerimonia di premiazione che inizierà alle 16,00 in piazza La Quara, seguita da un aperitivo con l’autore in piazza Manara.

Amnesty, la ricerca degli scomparsi in Bosnia sia una priorità dello Stato

In occasione del 30 agosto, Giornata internazionale degli scomparsi, Amnesty International sollecita le autorità della Bosnia ed Erzegovina a impegnarsi sinceramente per risolvere gli oltre 8.000 casi di persone scomparse durante la guerra degli anni 1992-95 e a fornire alle loro famiglie accesso alla verità, alla giustizia e ai diritti socio-economici. 
Tra luglio e agosto, centinaia di attivisti di Amnesty International hanno scritto a Danis Zvizdic, presidente del Consiglio dei ministri della Bosnia ed Erzegovina, chiedendogli di premere sul governo centrale affinché sia finalmente applicata la legge del 2004 sulle persone scomparse. 
La legge richiede allo stato di istituire un fondo di sostegno per le famiglie degli scomparsi, la cui importanza è cruciale per garantire i loro diritti sociali ed economici. 
Spesso si tratta di famiglie povere, che durante la guerra hanno perso l'unico percettore di reddito. Il fondo costituirebbe anche una risorsa per le organizzazioni che sostengono le famiglie nella loro lotta per ottenere la verità.
Amnesty International chiede inoltre alle autorità bosniache di fornire adeguato finanziamento all'Istituto nazionale delle persone scomparse, istituito per legge, che anno dopo anno si è visto tagliare i fondi e venir meno la disponibilità di risorse tecniche e umane, col risultato che vi sono state sempre meno nuove esumazioni, analisi delle prove e identificazioni dei resti umani.

giovedì 27 agosto 2015

2 settembre: nove libri per raccontare e ricordare la seconda guerra mondiale

Tra pochi giorni, il 2 settembre, ricorrerà  il 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, ricordando la resa formale dell’impero giapponese. Il conflitto, iniziato il 1° settembre del 1939 con l’attacco da parte della Germania nazista di Hitler ai danni della Polonia, costò circa 60 milioni di morti e si sviluppò su differenti fronti: quello europeo, dalla Gran Bretagna alla Russia, il fronte nordafricano e quello del Pacifico con Stati Uniti e Giappone contrapposti. In Europa si considera terminato il conflitto dopo la battaglia di Berlino e la caduta del Terzo Reich con la resa tedesca l’8 maggio del 1945. Sul fronte del Pacifico le ostilità continuarono ancora per qualche mese e il Giappone fu piegato solo dopo i terribili e devastanti bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki del 6 e 9 agosto 1945.
Per non dimenticare, segnaliamo dalla  produzione della casa editrice Infinito edizioni alcuni testi fondamentali per capire quegli anni e come ci precipitò nel baratro più profondo:
-          Le donne della Resistenza, in cui l’autrice ripercorre i giorni della Resistenza attraverso un percorso di memoria dalle partigiane alle loro figlie e figli.
-          Napoli e la seconda guerra mondiale racconta dall’interno i giorni della liberazione di Napoli e il pesantissimo dopoguerra sotto l’occupazione americana e alleata.
-          Il bosco dopo il mare ripercorre la vicenda dei partigiani italiani durante il conflitto in Jugoslavia.
-          In Ribelli!, un cofanetto libro+dvd, sono raccolte testimonianze delle ultime partigiane e partigiani ancora vivi che motivano la loro scelta di vita e libertà.
-          Il Partigiano di piazza dei Martiri ripercorre la storia di un giovane siciliano che disertò dall’esercito monarchico per unirsi ai partigiani in Veneto, dove trovò la morte.
-          In bicicletta lungo la Linea Gotica è un modo originale e intelligente per camminare tra boschi e sentieri dove sono avvenute battaglie e scontri, alle volte fratricidi, ricordando la Storia.
-          1926-1939, l’Italia affonda ci porta a conoscere il mondo dell’antifascismo a Roma e nei Castelli Romani.
-          Nola, cronaca dall’eccidio è ambientato dopo l’armistizio del settembre 1943 e descrive, attraverso la vicenda di una giovane coppia, una rappresaglia tedesca ai danni di un gruppo di ufficiali italiani.
-          Il barbiere zoppo, in anteprima solo sul nostro sito, ci fa rivivere dei momenti della seconda guerra mondiale e della Resistenza attraverso un percorso di ricerca delle proprie origini intrapreso da una giovane a fine Anni ’60.

Settembre, andiamo, ricomincia la scuola: Italia e Svizzera a confronto

A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, che vedrà l’applicazione della prima parte della riforma la Buona Scuola del governo Renzi, mettiamo a confronto la realtà nazionale con quella elvetica grazie all’esperienza in prima persona di un’insegnante emiliana, prima docente in Italia e ora in Svizzera. Da questa conoscenza diretta nasce La scuola diversa. Manuale di sopravvivenza (in classe e fuori) fra Italia e Svizzera, dove la scuola pubblica italiana è maltrattata, tartassata dai governi che si sono susseguiti, vilipesa e offesa, eppure resistente; quella svizzera ci sembra apparentemente perfetta e ipertecnologica eppure così vuota, disumana, capace persino di umiliare i “diversi” e di sfornare in serie soldatini del tutto privi di cultura umanistica e artistica. Non per niente la Svizzera è uno dei Paesi col più alto tasso di suicidi in Europa…
“Questo libro è il diario di una vocazione, l’appassionata, partecipe e spesso ‘avvelenata’ (nel senso gucciniano) dichiarazione d’amore di un’insegnante per il proprio mestiere, spesso e volentieri umiliato tanto dagli infernali mezzi corazzati tritatutto del nostro governo, quanto dai rigidi criteri di selezione su cui si fonda il sistema scolastico svizzero”. (Andrea Demarchi)