Banner I bastardi di Sarajevo

lunedì 29 settembre 2014

Cambogia, che cosa ci ha insegnato l’incontro di sabato 27 a Formigine con Marco Scarpati?

Sabato 27 settembre, grazie alla squisita ospitalità dei Magazzini San Pietro di Formigine, si è svolto un bell’incontro sulla Cambogia con Marco Scarpati, avvocato, presidente di Ecpat Italia e da decenni notissimo attivista per i diritti umani; Luigi Ottani, eccellente fotografo e padrone di casa; Pier Luigi Senatore, bravissimo giornalista e voce storica di “Radio Bruno”. A loro si è poi aggiunto Giorgio Amadessi, storico patron di RockNoWar e compagno di “scorribande” nel nome dei diritti umani del trio Scarpati-Senatore-Ottani.
L’incontro è stato molto piacevole e sono stati naturalmente toccati temi importanti e “tosti”. Da quest’incontro abbiamo imparato che:
1.  È ancora pieno di italiani che vanno a fare sesso a pagamento con le bambine e i bambini in Cambogia, il che vuol dire che siamo ancora lontani dall’avere una qualche minima certezza che questi autentici mostri finiscano in galera;

Bosnia, la procura del Tpi chiede ergastolo per Karadžić


Venerdì 26 settembre la procura del Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi) ha chiesto l’ergastolo per Radovan Karadžić, l’ex presidente dell’auto-proclamata Repubblica serba di Bosnia (Rs), responsabile della morte di almeno centomila persone nel conflitto del 1992-1995 e di oltre diecimila in occasione del genocidio di Srebrenica (11-19 luglio 1995). La richiesta dell’ergastolo va messa in relazione proprio con il genocidio di Srebrenica.
“Il carcere a vita è la sola pena adeguata”, ha dichiarato l’ufficio del procuratore.
Questa è ovviamente una “non-notizia”, nel senso che giornalisticamente avrebbe fatto più clamore una diversa richiesta da parte della procura ed eventualmente lo farebbe una condanna di diverso tenore da parte del Tpi. La parola passerà ora ai giudici del Tpi. Fermo restando che, in caso di condanna all’ergastolo, questa sarebbe in primo grado e la storia delle sentenze del Tpi ci ha purtroppo insegnato che le condanne di secondo grado sono sempre più blande e che, in ogni caso, la permanenza in carcere dei criminali per l’intera durata della pena non è certa, come è stato nel caso del clamoroso rilascio del successore di Karadžić alla presidenza della Rs, la biologa Bilijana Plavsić.

sabato 27 settembre 2014

"I bastardi di Sarajevo", una riflessione e molto più del grande traduttore Silvio Ziliotto

Mi è arrivata pochi minuti fa l'introduzione a I BASTARDI DI SARAJEVO, l'ultimo contributo esterno al mio nuovo libro, in uscita a ottobre. L'introduzione è a firma di Silvio Ziliotto, grande traduttore e interprete dal serbo-croato-bosniaco all'italiano, dall'inizio degli anni Novanta e fino a oggi sul campo in Bosnia e nei Balcani, oltre che direttore di Ipsia Milano.
Nelle sue due pagine di introduzione al libro, puntuali, schiette, profonde, a rispecchiare completamente l'incredibile e splendido personaggio che Silvio è, mi hanno fatto venire qualche brivido di emozione in più queste righe:
"La scrittura acre e tosta di Leone manda di morte e polvere da sparo e ci indirizza verso un’Ade balcanica senza ritorno e senza via d’uscita, ove la cartolina ridente della Bosnia Erzegovina e della pittoresca Sarajevo si scolora, accartoccia, annerisce, come buttata nelle braci ardenti del camino della Storia recente, per poi divenire velina nera e negativo evanescente che scompare in cenere".
Perfetto: questo è - anche e non solo - I BASTARDI DI SARAJEVO. Silvio Ziliotto ha colto perfettamente nel segno, come in tutto il resto del suo testo, che conservo qui accanto a me e che lunedì sarà impaginato nel libro, e quindi inviato alle stampe.
In un passaggio successivo, Ziliotto poi aggiunge:
"In un linguaggio spinto, a volte estremo, da spaghetti western re-revisited, e nel racconto serrato emergono, quasi un ossimoro, l’amore e l’interesse dell’Autore per questa terra e la rabbia di chi non si rassegna a tutto quello che accade e lo denuncia: attraverso lo strumento della finzione (ma si tratta di finzione!??) letteraria infatti emergono il talento e la grinta di Leone, il suo mestiere di cronista che tanto ha dato in Srebrenica.I giorni della vergogna, il suo desiderio di raccontare per denunciare ma anche educare".
Anche qui, centro assoluto: chi leggerà I BASTARDI DI SARAJEVO dimentichi i libri precedenti, il linguaggio del reportage o della denuncia. Qui il linguaggio è duro, a volte al limite dell'accettabile per orecchie troppo mielose. Le parole spesso sono parolacce e quando questo non accade i dialoghi ti finiscono addosso come valanghe di pietra e fango. Ho voluto fare un libro cattivo perché vent'anni di Balcani e quarantaquattro d'Italia mi hanno incattivito, indispettito, offeso, ma anche insegnato, irrobustito, reso più determinato e umano. In poche parole, in questo libro, che apparentemente è di finzione, c'è solo vita vera, vissuta, maleodorante, reale, stupendamente e sorprendentemente reale, e in quanto tale tostissima. Perché alle persone reali e normali, la vita non regale niente. Bravissimo Silvio ad aver capito e spiegato tutto questo.
Ricordo che la splendida prefazione al libro è di Riccardo Noury e l'altrettanto bella e profonda postfazione è della sarajevese Eldina Pleho. Sarà mia cura, nelle prossime settimane, farvi leggere in anteprima tutti e tre i testi, per farvi meglio comprendere che cosa esattamente sia il progetto I BASTARDI DI SARAJEVO.

venerdì 26 settembre 2014

Le prime presentazioni de "I bastardi di Sarajevo"

Con piacere, comunico le prime presentazioni de I BASTARDI DI SARAJEVO, alcune delle quali in definizione nei dettagli:

Ottobre 2014:
- sabato 25 ottobre, MILANO, Libreria Paoline, Via Francesco Albani 21 (fermata Metro Lotto Fiera), ore 18,00; interviene Silvio Ziliotto, presidente di Ipsia Milano;

Novembre:
- domenica 9 novembre, CHIARI (BS), Fiera della Microeditoria, Villa Mazzotti, ore 17,30; modera Alessandro Dotti;
- venerdì 28 novembre, CUPRA MARITTIMA (AP), sala consiliare del Comune di Cupra Marittima, piazza Libertà 11, ore 21,00; modera e organizza Lucilio Santoni;
- sabato 29 novembre, ANCONA, orario e luogo in definizione; organizza Amnesty International Ancona, modera Paolo Pignocchi;
- domenica 30 novembre, GIULIANOVA, Circolo culturale Il nome della rosa, via Gramsci 46/a; modera Domenico Spina; organizza Il nome della rosa; ore 17,00.

Dicembre 2014:
- mercoledì 3 dicembre, ROMA, Libreria Arcadia, ore18,00; interviene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- data da destinarsi, tra 4 e 8 dicembre, ROMA, Piùlibri piùliberi, Palazzo dei Congressi, Roma Eur, Piazza John Fitzgerald Kennedy 1, sala da definire, primo piano, ora da definire; interviene Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia;
- martedì 9 dicembre, Albano Laziale (RM), luogo in definizione, ore 17,30; organizza l’Associazione 8 Marzo; modera Ada Scalchi.

Altre date sono in fase di organizzazione, alcune sono già organizzate tra marzo e luglio del 2015, ma le comunicherò con piacere più avanti.
Qualora foste interessati, per proporre presentazioni e incontri:

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giovedì 25 settembre 2014

Opg: nominato finalmente l’Organismo di coordinamento per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, ma…


Con oltre due mesi di ritardo sui tempi stabiliti, la Conferenza delle Regioni ha finalmente nominato i propri rappresentanti nell’Organismo di coordinamento per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (previsto dalla Legge 81/2014, articolo 1 comma 2 bis). SI tratta degli assessori regionali alla Salute di Emilia Romagna, Liguria, Puglia, Sardegna e Toscana, che rappresenteranno tutte le regioni italiane. Lo rende noto la campagna stopOPG in un comunicato, ricordando che l’Organismo “ha il compito delicatissimo di esercitare funzioni di monitoraggio e di coordinamento delle iniziative assunte per garantire il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e di relazionare al Parlamento”.

mercoledì 24 settembre 2014

Bosnia, la campagna elettorale porta “in dono" a Sarajevo una gigantesca croce abusiva


Nella notte tra sabato 20 e domenica 21 settembre mani ignote e abusive hanno eretto nella località Zlatište una robusta e orribile croce fatta di tubi di metallo, visibile fin dal centro di Sarajevo. Si tratta di un discutibile “regalo” fatto alla cittadinanza della capitale da qualche gruppo estremistico serbo-bosniaco con lo scopo evidente di alzare una croce di richiamo e di controllo su tutti i serbi di Sarajevo tentati di votare per un partito diverso da quello estremista serbo-bosniaco, che definire di estrema destra è probabilmente poco. Secondo alcuni, la rozza croce avrebbe lo scopo di ricordare le migliaia di cittadini bosniaci di nazionalità serba morti durante la guerra a Sarajevo. I responsabili, naturalmente – come detto – anonimi di questo “capolavoro”, hanno probabilmente dimenticato in modo intenzionale che una buona parte dei serbi di Sarajevo morti durante l’interminabile assedio del 1992-1995 (oltre 1.400 giorni) sono stati ammazzati proprio dagli assedianti serbo-bosniaci e dai paramilitari mandati e armati da Belgrado, la peggiore feccia dell’umanità.
Difficile dire se questa pericolosa buffonata faccia parte della strategia del presidente serbo-bosniaco Milorad Dodik per esasperare gli animi in campagna elettorale e portare più rapidamente possibile la Repubblica serba di Bosnia verso la secessione, o magari verso una nuova guerra, ma è un dato di fatto che nessuno da Banja Luka abbia condannato l’episodio. Qualche solerte cittadino sarajevese, intanto, ha provato a buttare giù la brutta croce, fallendo nel tentativo e finendo identificato dalla polizia. Probabile ora l’inizio di un gioco al rimbalzo delle responsabilità, il che ritarderà l’abbattimento di questa offesa al buon gusto, alla civiltà e a ogni divinità. Probabilmente – ma potrebbe non essere così, per carità – a Dio, se esiste, non importa nulla di una croce tirata su da qualche idiota, ma importa molto di più la pace e la serena coesistenza tra le genti. Per questo chi compie questi attacchi grotteschi non è e non sarà mai un credente, ma solo un gorilla ammaestrato e pagato con poche banane per gettare zizzania a beneficio di neanche troppo oscuri burattinai senza vergogna. Magari ci penserà Dio stesso, stufo della stupidità umana, a buttare giù quell’obbrobrio…
In ogni caso, pare fatto apposta (ma giuro che non è così), ma tutto sembra congiurare a favore de I BASTARDI DI SARAJEVO, il mio libro in uscita. Magari a Banja Luka c’è qualcuno che mi ama e vuole fare pubblicità gratis al mio nuovo libro… peccato solo che non lo abbia letto prima…

sabato 20 settembre 2014

Srebrenica, due ex poliziotti serbo-bosniaci – uno di Bratunac – accusati di genocidio


La Procura bosniaca ha formalizzato ieri l’accusa di genocidio a due ex poliziotti serbo-bosniaci che nel 1992-1995 hanno partecipato alla guerra di Bosnia dalla parte dei genocidi serbi guidati dal generale Ratko Mladić. Si tratta di Miodrag Josipović, 55 anni, ex capo della polizia di Bratunac, e lì residente, e di Branimir Tesić, 59 anni, suo vice, residente in Serbia. Secondo la Procura, i due avrebbero partecipato alle retate ai danni di civili musulmani bosniaci durante le fasi del genocidio (11-19 luglio 1995), alla loro tortura, all’uccisione e all’inumazione delle vittime in fosse comuni.
In passato, sia nei miei libri che durante incontri pubblici, ho avuto modo più volte di spiegare che Bratunac è stato uno dei buchi neri dell’orrore in Bosnia Erzegovina e ancora oggi è un luogo carico di odio, livore ed estremismo serbo-bosniaco. Di più, ho raccontato di musulmani bosniaci letteralmente rapiti, anche in anni recenti, anche dalla polizia di Bratunac, portati in caserma, legati a una sedia e picchiati. E ho raccontato la vicenda di Fata Orlović, capace di aprire gli occhi anche ai più ottusi difensori dell'estremismo serbo e serbo-bosniaco. Le accuse della Procura confermano una volta di più quanto mi era stato raccontato da fonti attendibili e quanto avevo denunciato con il mio lavoro. A Bratunac, in ogni caso, c’è ancora tanta pulizia da fare e lì si nascondono ancora tanti responsabili del genocidio di Srebrenica. Magari anche per questo la politica serbo-bosniaca sta spingendo con tanta forza verso la secessione della Repubblica serba di Bosnia dalla Bosnia Erzegovina. Ci sono evidentemente ancora parecchi scheletri nell'armadio da nascondere.
Per capire le dinamiche della corruzione nella polizia e nella politica bosniaca-erzegovese e per comprendere come funzionino realmente le cose sul campo, vi consiglio, oltre ai miei vecchi lavori, il nuovissimo I BASTARDI DI SARAJEVO, in uscita a metà ottobre.

A Padova nasce "Prime pagine", giornale online e laboratori per le scuole

Ricevo da Francesca Boccaletto e, con piacere, diffondo.


PRIME PAGINE
Un giornale online e laboratori per le scuole: al via il progetto di due giornaliste padovane

(Padova, settembre 2014)Il magazine dei ragazzi, un giornale pensato per i più piccoli, online dal 22 settembre 2014. Prime Pagine è un progetto nato da un’idea di Francesca Boccaletto ed Erika Saggiorato, due giornaliste padovane impegnate nel campo dell’(in)formazione e della buona comunicazione.

venerdì 19 settembre 2014

A Milano il 25 ottobre la "prima" de "I bastardi di Sarajevo"

La "prima" pubblica de I BASTARDI DI SARAJEVO si terrà a Milano il prossimo 25 ottobre, sabato, alle 18,00, presso la Libreria Paoline di via Francesco Albani, 21, fermata metro "Lotto Fiera". Alla presentazione parteciperà in qualità di moderatore Silvio Ziliotto, grande traduttore dal serbo-bosniaco all'italiano, eccellente conoscitore dei Balcani e presidente di Ipsia Milano, oltre che sincero amico.
Altre sette presentazioni del libro tra Lombardia, Lazio, Marche e Abruzzo sono al momento pronte e definite. Altre due sono in fase di definizione. Altre ancora sono entrate nella prima fase che segue la proposta e potrebbero portare ad altri incontri pubblici. A breve pubblicherò - e lo stesso farà la casa editrice - le date ufficiali (con ospiti e organizzatori) sul mio blog e sulle mie pagine social. Spero che gli amici di Milano saranno presenti alla "prima", e poi tutti gli altri man mano che I BASTARDI DI SARAJEVO si sposterà lungo la Penisola.
Vi aspetto, come sempre, e con sempre più cose da raccontare e confrontare!

giovedì 18 settembre 2014

Eldina Pleho firma la postfazione de "I bastardi di Sarajevo"

Cari Amici,
la giornalista sarajevese e Auditor dell'Audit Office della Bosnia Erzegovina ha accettato di firmare la postfazione de I BASTARDI DI SARAJEVO e ha già letto il libro e inviato il testo.
A questo punto, la copertina cambia di nuovo e la versione finale e definitiva è quella che pubblico qui.
Nelle prossime settimane pubblicherò su queste pagine la prefazione di Riccardo Noury, l'introduzione di Silvio Ziliotto e la postfazione di Eldina Pleho come omaggio ai lettori di questo blog, agli amici di Facebook e ai followers di Twitter.