Banner I bastardi di Sarajevo

giovedì 16 aprile 2015

Un successo inatteso per “Srebrenica. The days of shame”!


A poche ore dal lancio di Srebrenica. The Days of Shame, la versione in lingua inglese del primo reportage scritto in Italia sul genocidio dell’11 luglio 1995, il mio adorato libro, tradotto da Laura Clarke, ha ricevuto l’attenzione di importanti account internazionali.
Il post su Twitter ha avuto in poco tempo più di 800 visualizzazioni e il dato sta crescendo sempre di più. Tante le interazioni e i retweet internazionali. Uno su tutti è l’account @OurVoiceMatters, un sito che pone l’accento sulle problematiche legate a Paesi in difficoltà, come Palestina, Afghanistan, Yemen e Bosnia; qui il tweet è apparso come main post della home page, insieme alla copertina del libro.
È di pochissimi minuti fa la pubblicazione dell’uscita del libro su Paper.li
Infinito edizioni, inoltre, diventa sempre più cosmopolita: grazie al nuovo modello reseller, siamo presenti con Srebrenica. The Days of Shame e con tutti i nostri e-book non più solo negli store on line del circuito italiano, ma sui principali circuiti stranieri, tra cui per esempio Amazon Uk.
Buona lettura a tutti! Good reading to everyone!

"Srebrenica. La giustizia negata": il giorno più bello!

Ecco le prime copie di "Srebrenica. La giustizia negata", appena uscite dal primo scatolone sbancalato. Sedici scatoloni qui a Formigine, altrettanti in distribuzione nelle librerie italiane. Da ora si fa sul serio!
Spero che lo leggerete, che lo gradirete, che lo commenterete, che ci lavorerete. Magari anche che lo criticherete.
"Srebrenica. I giorni della vergogna", uscito esattamente dieci anni fa, è stato comprato da diecimila persone ed è stato letto da molte più persone. Ieri mi ha scritto una collega e amica di Cesena che ha definito quel libro "una Bibbia in materia". In effetti è vero. E non sapete quanto ne sia orgoglioso. Soprattutto perché in giro - e non solo in quel regno dell'apodittico che è internet - ci sono un sacco di bugie, anche molto grosse.
Ora c'è da fare un passo in avanti, un passo ulteriore. E non poteva esserci compagno di viaggio migliore di Riccardo Noury per compiere questo passo in più. Non possiamo sapere se comprerete e leggerete "Srebrenica. La giustizia negata" in diecimila. Quel che io e Riccardo possiamo assicurarvi è che questo libro non è una riedizione del precedente ma è un progetto completamente nuovo, per noi affascinante, ricco di informazioni nuove, di sfide, di intuizioni. A voi confermarci che sia così. Ma chi mi conosce almeno un po' sa bene che non amo ricamare su me stesso ma voglio lanciarmi sempre in sfide nuove, per poterle lanciare a fronte alta ai miei amici lettori. Credo che "I bastardi di Sarajevo", che considero fino a qui il mio libro migliore, lo abbia dimostrato. Ma da oggi c'è "Srebrenica. La giustizia negata".
La parola ora a voi. Io posso solo consigliarvi caldamente di leggere - e, se potete, rileggere - "Srebrenica. La giustizia negata". Duro e bello come la copertina. E come la Memoria.

mercoledì 15 aprile 2015

17 aprile, Amnesty International Italia festeggia 40 anni di vita

In occasione del 40esimo di Amnesty International Italia, venerdì 17 aprile, si terrà un convegno ospitato dal Comune di Roma presso la Sala della Protomoteca. Al convegno, che precede l’apertura della XXX Assemblea generale dell'associazione, parteciperanno le più alte cariche dello stato, così come personalità di spicco nell’ambito dei diritti umani.
Il convegno è aperto al pubblico fino a esaurimento posti.
Programma

Ore 10.00
Introduzione e moderazione
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia

E-book Infinito edizioni: on line cinque grandi novità, sempre a prezzi imbattibili!

Abbiamo appena messo in vendita on line sul nostro sito www.infinitoedizioni.it e sui principali store on line cinque nuovi e-book in formato ePub e mobi:
Giardino atomico”, di Emanuela Zuccalà, € 3,49;
Srebrenica. The days of shame”, di Luca Leone, versione in lingua inglese del libro “Srebrenica. I giorni della vergogna”, € 5,99;
Non succederà mai più”, di Rossella Diaz,€ 5,99;
Cura all’anima, anima alla cura”, di Alessandro Meluzzi, € 4,99;
Punto di conTatto”, di Sabrina Servucci, € 4,99.

Il 2015 si è aperto con una piccola buona notizie per l’editoria italiana: l’Iva sugli e-book è passata dal 22% al 4%. Abbiamo sostenuto la campagna #unlibroèunlibro su Twitter e su Facebook partecipando con un’intervista ai nostri direttori Maria Cecilia Castagna e Luca Leone e spiegando ai lettori cosa sarebbe effettivamente cambiato nel caso in cui la riforma fosse passata.
Dallo scorso 2 febbraio i prezzi di listino dei nostri e-book si sono abbassati dal 9% al 40%. Lo sconto minimo è di 50 centesimi, fino a uno sconto massimo di 5 euro dal prezzo di partenza con l’Iva al 22%. Abbiamo infatti approfittato della rimodulazione dell’Iva anche per rivedere i prezzi di tutti i nostri e-book, cercando di ribassarli tutti il più possibile. A questo si aggiunga la necessità d’intervenire su ogni singolo libro, sia sul nostro sito che sugli store nazionali e internazionali, per variare i prezzi “pezzo per pezzo”: un lavoraccio!
I nostri e-book saranno quindi più economici sia su tutti i principali store online sia direttamente sul nostro sito www.infinitoedizioni.it
Anzi, sul nostro sito proporremo in alcuni casi prezzi ancor più bassi che non sugli store online, per venire ancora più incontro alle giuste esigenze di risparmio e di qualità dei nostri lettori.

martedì 14 aprile 2015

Finalmente "Srebrenica. The days of shame" by Luca Leone!

Con grande soddisfazione e un pizzico di gioia (che non guasta), posso finalmente presentarvi "Srebrenica. The days of shame", traduzione aggiornata e rivista del mio "Srebrenica. I giorni della vergogna", diventato - con mia immensa soddisfazione - una pietra miliare in materia.
"Srebrenica. The days of shame" ci ha messo dieci anni a nascere, perché i soldi sono pochi e il mercato è sempre più difficile; ma viene al mondo al momento giusto.
Non ne esiste al momento una versione cartacea ma solo quella elettronica, nei formati ePub e mobi, che abbiamo appena finito di caricare sui principali store on line mondiali. Tempo poche ore e sarà in vendita ovunque al prezzi di 5,99 euro. Da questo momento è in vendita sul sito della casa editrice, facendo clik qui.
La traduzione del libro è a cura di una collega londinese, Laura Clarke, madrelingua inglese ma da anni attiva in Italia presso varie testate.
Buona lettura!

Bosnia e Stato islamico: prime denunce e primi arresti

Quattro cittadini bosniaco-erzegovesi sono stati denunciati per aver reclutato o finanziato viaggi di volontari disposti ad arruolarsi nelle file dello Stato islamico in Siria.
Secondo la procura nazionale, il ruolo di reclutatore spetterebbe a tale Husein Erdić, che avrebbe organizzato l’espatrio di due volontari, Nevad Husidić e Merim Keserović, le cui spese di viaggio sarebbero state pagate da tale Midhat Trako. I quattro sono stati fermati lo scorso febbraio, prima che il viaggio avesse luogo, e ora la procura nazionale bosniaca ha formalizzato nei loro confronti l’accusa.
Sotto processo è già, invece, Husein Bosnić, arrestato nel 2014 in qualità di presunto leader del piccolo movimento salafita bosniaco, molto attivo nella propaganda integralista e nel reclutamento di volontari da introdurre nelle file dell’Is.
Secondo fonti della procura nazionale e dei servizi segreti bosniaci, circa 150 cittadini bosniaco-erzegovesi sarebbero stati arruolati nelle file dell’Is. Di costoro, pare che in 26 siano morti e che una cinquantina di loro al momento stia compiendo nefandezze in Siria o in altri Paesi in cui si sta combattendo.
Va ricordato che nel giugno del 2014 il Parlamento bosniaco ha approvato una legge che modifica il Codice penale nazionale introducendo una nuova fattispecie di reato, individuabile nel combattere all’estero illegalmente all’interno o in sostegno di organizzazioni quali l’Isis. La condanna prevista è fino a dieci anni di reclusione.

Bosnia, i nomi del nuovo governo centrale

L’inizio di aprile ha visto concretizzarsi il nuovo governo centrale della Bosnia Erzegovina, dopo il voto dello scorso ottobre 2014. Ci sono voluti “solo” sei mesi, circa un terzo della volta scorsa, ma questo non vuol dire che il Paese stia cambiando.
La scelta – obbligata, in qualche modo – è stata quella di allargare il più possibile le basi di consenso dell’esecutivo in parlamento, puntando su una coalizione ampia, il che è sinonimo di composita e, probabilmente, litigiosa. Ma questo ce lo racconterà il futuro.
La coalizione di governo include: Partito d’Azione Democratica (SDA); Fronte Democratico (DF); Unione Democratica Croata (HDZBiH); Partito Democratico Serbo (SDS); Partito del Progresso Democratico (PDP); Movimento Nazionale Democratico (NDP).
Primo ministro è il musulmano bosniaco dell’SDA Denis Zvizdić .
I ministeri nazionali sono stati “sapientemente” spartiti tra i vari partiti che compongono la macedonia del nuovo esecutivo:
Affari Civili: Adil Osmanović (SDA), vice Djordje Miličević (NDP);
Diritti Umani e i Rifugiati: Semiha Borovac (SDA), vice Predrag Jović (SDS);
Finanze e Tesoro: Vjekoslav Bevanda (HDZBiH), vice Mirsad Zuga (SDA);
Difesa Marina: Pendes (HDZBiH), vice Emir Suljagić (DF) e Boris Jernić (SDS);
Giustizia: Josip Grubesa,(HDZBiH), vice Nezir Pivić (SDA);
Affari Esteri: Igor Crnadak (PDP), vice Josip Brkić (HDZBiH);
Sicurezza: Dragan Mektić, (SDS), vice Mijo Kresić (HDZBiH);
Trasporti e Comunicazione: Slavko Matanović (DF), vice in attesa di nomina;
Commercio Estero e Relazioni economiche: Mirko Sarović (SDS), vice Mato Franjicević (HDZBiH).
Al nuovo governo si chiede lavoro, stabilità, riforme, lotta al nepotismo e alla corruzione, investimento sull’unità del Paese. Evidentemente siamo nel mondo dell’utopia, ma sperare è già molto di più che partire sconfitti…

venerdì 10 aprile 2015

L’Isis, la Bosnia e i foreign fighters

Secondo le stime rese note dai servizi segreti e dalla polizia della Bosnia Erzegovina, sarebbero circa 150 i cittadini bosniaco-erzegovesi a essersi affiliati a quel nuovo cancro planetario che si chiama Isis e ad aver combattuto nelle fila di quelli che, ancor più che terroristi, possono essere definiti dei veri e propri nazisti islamici. Una parte di questi affiliati sono bosniaci di appartenenza slava, altri sarebbero o potrebbero essere cittadini bosniaci di provenienza orientale, probabilmente una parte di coloro che arrivarono nel 1992-1993 in Bosnia dietro volontà e sponsorizzazione saudita e che la grande maggioranza dei bosniaco-erzegovesi non ha mai particolarmente tollerato. Di questi 150 criminali, pare che in 26 siano morti e che una cinquantina di loro al momento stia compiendo nefandezze in Siria o in altri Paesi in cui si sta combattendo.
Va ricordato che nel giugno del 2014 il Parlamento bosniaco ha approvato una legge che modifica il Codice penale nazionale introducendo una nuova fattispecie di reato, individuabile nel combattere all’estero illegalmente all’interno o in sostegno di organizzazioni quali l’Isis. La condanna prevista è fino a dieci anni di reclusione.
Intanto il procuratore capo bosniaco Goran Salihović ha preannunciato in un’intervista una prossima consistente campagna di arresti ai danni dei cosiddetti “foreign fighters” tornati in patria.

Srebrenica, ergastolo in appello all’ex generale Tolimir

La Corte d’Appello dei Tribunale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia (Tpi) ha confermato in appello la condanna all’ergastolo per l’ex generale serbo-bosniaco Zdravko Tolimir, ex alto ufficiale dell’intelligence della Repubblica serba di Bosnia (Rs), auto-proclamata tale da Radovan Karadžić nel 1992.
Tolimir è stato ritenuto colpevole di genocidio a Srebrenica, sterminio e persecuzione. Era stato condannato in primo grado nel 2012.
All’epoca del genocidio di Srebrenica, avvenuto tra l’11 e il 16 luglio 1995, Tolimir era il braccio destro del generale Ratko Mladić, capo di stato maggiore dell’esercito della Rs e attualmente sotto processo davanti allo stesso Tpi, ma in primo grado.
Donne e madri si Srebrenica hanno espresso soddisfazione, per quanto, hanno sottolineato, sia ancora tanto il lavoro da fare per assicurare tutti i criminali del conflitto bosniaco, di tutte le parti, alla giustizia.

giovedì 9 aprile 2015

La Bosnia, le mine, i numeri di una tragedia

Sono circa 19.000 i campi ancora oggi minati in Bosnia Erzegovina. Il numero fa paura. Almeno un paio di milioni le mine anti-persona e gli uxos (ordigni bellici inesplosi) attivi sul territorio bosniaco. Nemici che si muovono, che si spostano a volte lentamente, altre con inquietante velocità. La velocità di un’alluvione, di una valanga, dello scioglimento, anno dopo anno, della neve invernale.
I numeri della morte parlano di almeno 603 civili censiti, saltati sulle mine dalla fine della guerra a oggi. Molti erano bambini. Quasi mille persone sono sopravvissute all’incontro casuale e spaventoso con un ordigno bellico inesploso, ma hanno subìto danni permanenti e amputazioni. Circa 830 di loro sono stati trattati per la riabilitazione e l’impianto di arti artificiali in Slovenia.
Se nel mondo sono 59 i Paesi in cui esistono pericoli legati alle presenza di mine anti-persona sul territorio, la Bosnia è il Paese più pericoloso d’Europa, in materia. Eppure la Bosnia rimane un Paese meraviglioso, da visitare almeno una volta. Ma poi è impossibile resisterle, quindi si torna e si ritorna. Non c’è nulla da fare. Il mal di Bosnia non si vince. Si coccola. Si alimenta.
Questo qualche dato su un Paese in cui circa duemila persone hanno scelto di fare gli sminatori per mestiere, guadagnando 700 euro al mese per rischiare la vita ogni singolo secondo. Di loro si parla in un articolo pubblicato in Bosnia sul Dnevnik. Ne sono già morti una cinquantina. Anzi, 47. Nella tombola, un numero significativo: il morto che parla. Ne moriranno altri. E nessuno se ne ricorderà, al di fuori dei loro famigliari.
La guerra non finisce con gli accordi di pace. La guerra continua, per anni, anche in tempi di pace. La guerra non concede sconti e la sua lunga mano nera intrisa di morte si allunga per anni, lustri, decenni sulle vite delle persone sopravvissute. Meglio non dimenticarlo mai.