Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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lunedì 26 novembre 2012

Irfanka Pašagić - e un pezzetto del mio lavoro - a Montecitorio per il Premio Alexander Langer

Mi ha fatto immensamente piacere essere citato lo scorso 20 novembre da una donna che stimo immensamente e alla quale credo che il mondo dovrebbe attribuire il Premio Nobel per la Pace (magari quello scippato quest’anno dall’Unione europea a persone o realtà decisamente più meritevoli). Sto parlando – anzi scrivendo – di Irfanka Pašagić, presidente e fondatrice di Tuzlanska Amica, associazione bosniaca che ha salvato e salva la vita a migliaia di bambini e ragazzi (grazie anche alla collaborazione preziosissima di realtà italiane quali la Fondazione Langer, Adottando, Macondo Tre e altre ancora).
Irfanka era ospite presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, a Roma, in occasione della presentazione del volume “Il Premio Internazionale Alexander Langer alla Camera dei deputati 1997-2012 – Costruttori di pace, saltatori di muri, esploratrici di frontiera”. Con lei molti altri ospiti, come il Premio Nobel per la Pace 2003, Shirin Ebadi (voglio considerare questo fatto come un possibile passaggio di consegne, un giorno non lontano!).
Durante la sua esposizione, chiara e dura come sempre, Irfanka nelcorso di un passaggio dedicato a Srebrenica e al genocidio lì perpetrato nel luglio 1995 ha citato me e il mio libro “Srebrenica. I giorni della vergogna”. Non lo sapevo e me lo ha segnalato proprio oggi un amico, Andrea Rizza, della Fondazione Langer.
Posso dire che essere citato da Irfanka rappresenta per me una vera e propria medaglia da appuntarmi sul petto e di cui andare fiero. Ma non posso dimenticare l’aiuto e il sostegno che nel mio lavoro ho ricevuto da tutto il personale di Tuzlanska Amica e da Irfanka in persona, senza il cui appoggio incondizionato mai avrei potuto raccontare quel che sono riuscito, nel mio piccolo, a raccontare sulla Bosnia.
A Irfanka, a Marjana Senjak di Medica Zenica, a Rada Zarković della Cooperativa Insieme e a tante donne come loro va tutta la mia riconoscenza, la mia stima e la mia più incondizionata fiducia. Da loro ho appreso grandi insegnamenti e credo che se tutti noi le ascoltassimo un po’ – e chi già lo fa, un po’ di più – forse potremmo essere migliori e capire un po’ di più del mondo (e del Paese, l’Italia) in cui viviamo.
Qui il link per ascoltare l’intera iniziativa svoltasi a Montecitorio. Irfanka parla a cominciare all’incirca dal minuto 120: http://webtv.camera.it/CameraWebTVWeb/AccessibiliServlet?cmd=DETT&id=5411
Consiglio la visione.
Approfitto per segnalare che oggi ho fatto una lunga e bella chiacchierata con la collega Barbara Costamagna di “Radio Capodistria” e che presto la chiacchierata sarà diffusa sia via radio che sul web. Abbiamo parlato di “Mister sei miliardi” e di giovani in Bosnia (e del lavoro di Irfanka e dei suoi eccezionali collaboratori, naturalmente).