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lunedì 19 settembre 2011

Pneumatici democratici...ma non troppo!

Questa mattina ho avuto la sgradita sorpresa di dover cambiare due pneumatici dell'auto. Non ci voleva, accidenti, ma può succedere.
Mi reco presso il centro di fiducia da cui mi fornisco, alla bisogna, da vent'anni. Lì lavorano tre famiglie: il titolare e i due figli maschi, classe '68 e '71, a loro volta con mogli e figli.
Il conto è 160 euro, convergenza ed equilibrature incluse, e un po' mi lamento perché appena un anno prima per una coppia di pneumatici identici avevo speso, tutto incluso, più di dieci euro in meno.
Listini alla mano, il gommista più giovane mi spiega che in un anno gli pneumatici hanno subito, ad opera delle case produttrici, quattro aumenti di prezzo. "Poi c'è l'Iva al 21%...", mi fa, e un po' m'innervosisco. Ma manca ancora la notizia bomba, il clou: la tassa ambientale per lo smaltimento degli pneumatici esausti.
Mai sentita prima...
"Siccome siamo l'unico paese in Europa che ancora smaltisce le gomme esauste nei boschi, in fondo ai fiumi e in campagna - mi spiega il mio solerte amico gommista - il governo ha approvato questa tassa ambientale sullo smaltimento degli pneumatici, entrata in vigore il 9 settembre, da qualche giorno...".
"Che culo!", mi viene spontaneo rispondere. D'altronde, sembra quasi che il governo abbia aspettato me...
Simpatici...
La tassa ammonta a 3,60 euro a pneumatico. Per cui, se cambi quattro gomme, paghi una maggiorazione di 14,40 euro perché una valanga di italiani incivili e barbari fino a oggi ha smaltito nell'ambiente gli pneumatici esausti su cui ha scorrazzato fino a tre minuti prima.
Ci posso anche stare, sebbene "ancora non è pronto nulla per il riciclo di tutta questa gomma e infatti, se vedi nel piazzale, ho mucchi di pneumatici che non so come smaltire e che, ne sono sicuro, mi resteranno lì almeno fino a Natale...", precisa il gommista, che intanto ha quasi finito il lavoro sulla mia vecchia e spompata macchina.
Poi, dopo un istante di silenzio, mi guarda e fissa un treno di pneumatici enormi alle mie spalle. Riprende a parlare: "Mio suocero ha una motozappa - mi dice, e un po' mi viene da ridere - L'altro giorno mi fa: 'Mi servono due ruote nuove per la motozappa!'. Gliele prendo e gliele monto: sono venti euro a ruota. Contributo escluso. E scopro che per le ruote agricole il contributo non è di 3,60 ma di 4 euro a ruota...".
Ci guardiamo in faccia e la domanda mi tocca fargliela: "E questo treno di gomme qua?...", dico indicando la pila di quattro pneumatici, che è poco meno altra del mio metro e ottanta.
"Quel treno là lo devo montare su un fuoristrada che costa 80.000 euro - mi spiega con un ghigno - La macchina però il mio cliente non l'ha comprata ma ce l'ha in affitto a 1.400 euro al mese. Il treno di gomme, Iva e contributo inclusi, costa circa 1.800 euro". Quanto vale la mia macchina, insomma.
Ma non finisce qui. "Sai quanto paga, quel tipo, di contributo ambientale?". Spero che mi dica che il contributo si calcola percentualmente sul prezzo del singolo pneumatico. Illuso! "Paga 3,60 euro a gomma, proprio come te", precisa.
Io un po' m'arrabbio, sinceramente. Perché trovo quanto meno discutibile anche la sola esistenza dei Suv. Figuriamoci se posso essere d'accordo sul fatto che chi spende 80.000 euro per un pezzo di metallo con un motore dentro - un pezzo di metallo che ha un impatto ambientale enorme e occupa in città lo spazio di due auto... - abbia diritto di pagare le stesse tasse che pago io per una macchina che in lire, dodici anni fa, ho pagato 11 milioni e che non ha ancora fatto 130.000 chilometri, perché per non inquinare preferisco prendere l'auto solo quando serve e per il resto mi sposto a piedi o con i mezzi pubblici.
Se poi penso che 1.400 euro al mese la magior parte degli italiani se li sogna, beh, la misura è davvero colma e la bile travasa, inevitabilmente!
Poi, smaltita la sorpresa e l'amarezza, ho pensato che non c'è da stupirsi, perché sono norme di fine impero approvate da un governo di ricchi e prepotenti votato da ricchi, creduloni e prepotenti. Ma se penso a chi verrà, eventualmente, dopo, sono sicuro che le mega tasse sui ricchi e sui loro consumi continueranno a essere proibite, interdette, off limits. Perché in Italia i ricchi non pagano e Robin Hood ruba ai poveri per dare agli sbafoni, agli sciacalli, ai parassiti, a quelli che magari si comprano i Suv da 80.000 euro perché c'è una legge che permette alla loro azienda di reinvestire in tal modo utili che invece andrebbero in tasse, per la società, per i bambini, per i malati di cancro, per ripiantare gli alberi, per comprare la carta igienica a scuola, per costruire case famiglia, per fare assistenza ai diversamente abili e ai vecchi...; o perché, semplicemente, c'è chi può pemettersi di non pagare tasse per quella cifra, mettendosi somme proibitive in tasca in nero. Alla faccia dell'etica, della morale e della Costituzione, che tanto per certa gente è carta straccia.
Così funziona, a quanto pare.
E' la politica dei prepotenti e degli impuniti.
E noi, tanto per cambiare, stiamo zitti e paghiamo...
Pagherei volentieri 3,60 euro a politico, se trovassimo qualcuno finalmente capace di smaltire buona parte dei 945 parassiti che siedono tra Camera e Senato. Una tassa di 3,60 a italiano per mandarli per la prima volta in vita loro a lavorare, magari in campagna, a fare da motozappe umane.
Una tassa per lo smaltimento dei rifiuti della politica... Si può fare una proposta di legge popolare?
Viva l'Italia!