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sabato 3 marzo 2012

Buk, il festival dell'editoria di Modena

Nuova puntata della rubrica sull'editoria scritta per Golem Informazione.

Mi fa piacere raccontare quest’esperienza modenese perché estremamente rappresentativa sia di come va l’Italia sia del fatto che a volte i sogni si possono realizzare. Nonostante tutto.
Buk nasce da zero grazie alla passione e al genio creativo di un uomo che si chiama Francesco Zarzana, palermitano di nascita e modenese da un quarto di secolo, già fondatore dell’associazione culturale Progettarte e di una manifestazione che si chiama T come Teatro, che ogni anno vede ospiti nel modenese alcuni tra i migliori attori teatrali nazionali e le più importanti produzioni. Per spiegarci, gente come Nicola Piovani, Eleonora Abbagnato, etc.


Buk nasce con nessun sostegno politico e con un contributo minimo dell’amministrazione comunale, da allora anno dopo anno (in particolare in seguito al cambio di giunta ma non di colore della maggioranza a Modena) assottigliatosi a causa dei tagli pubblici alla cultura – che però non impediscono di spendere un sacco di soldi per altre iniziative, forse meno culturali e meno nobili di un festival del libro. Ma si sa: il salsicciotto arrosto, le chitarrine e le cosce “tirano” più del libro…

Con pochi soldi e tanto lavoro volontario da parte di ragazzi, e soprattutto ragazze, appassionati/e di libri e affascinati/e dalla grandezza del progetto, oggi, dopo sole cinque edizioni, Buk è diventata una della prime quattro iniziative librarie italiane, escludendo il Festival della Letteratura di Mantova, che è qualcosa di assolutamente unico e a se stante (e magnifico). Davanti a Modena oggi ci sono solo, sicuramente, il moribondo Salone di Torino e la non meglio messa, dopo la deludente edizione del 2011, Fiera della piccola e media editoria di Roma. Due giganti inarrivabili, ricchi ma dalle gambe molli. La terza piazza è in ballottaggio tra Modena e Pisa, con la prima in ascesa anno dopo anno e la seconda a risentire dei segni del tempo e della crisi.

L’edizione 2012 di Buk si sarebbe dovuta svolgere il 4 e 5 febbraio, ma le copiose nevicate e le successive gelate hanno costretto gli organizzatori a rinviare di un mese, sperando nella clemenza del tempo e nella passione dei modenesi.

L’affluenza, la partecipazione ai tanti incontri, gli acquisti di libri di domani e dopodomani ci diranno se Buk può davvero puntare alla terza piazza nazionale nel settore delle fiere librarie. Quel che già ora si può dire è che, nonostante la fastidiosa e ingiustificabile latitanza delle pubbliche istituzioni e i risicati finanziamenti, quella del fine settimana si presenta come una grande kermesse di cultura e libri. Una kermesse dalla quale, a oggi, gli organizzatori e i volontari non hanno guadagnato un soldo, riuscendo ogni volta a chiudere miracolosamente in pareggio, grazie ai salti mortali che Zarzana e company riescono a fare. Chi ci guadagna sono senz’altro la città e gli amministratori locali, con questi ultimi che possono darsi lustro di un evento del quale sono meri fruitori ma non attivi protagonisti. Almeno non abbastanza. Come si suol dire: ci si accorge di quanto sia importante l’aria che respiriamo solo quando è finita e stiamo morendo asfissiati. Speriamo che Modena non debba, a posteriori, pentirsi di aver perduto uno dei più importanti appuntamenti culturali nazionali solo perché non ha avuto degli amministratori capaci di coglierne l’importanza e la rilevanza e hanno preferito, magari, per antidiluviani e patetici concertini di musica beat…