Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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giovedì 11 ottobre 2012

Il presidente serbo Nikolic nega (di nuovo) Srebrenica. Ma Nikolic esiste?...


“La Serbia non è stata coinvolta nel crimine di Srebrenica. Quel crimine è stato compiuto da alcune singole persone appartenenti al popolo serbo. Il parlamento serbo ha condannato quel crimine gravissimo: ma non ha parlato di genocidio, non ho sentito nessuno in Serbia definirlo così, e non l’ho fatto neanch’io”.
Ci risiamo: il neo-presidente serbo, l’ultranazionalista Tomislav Nikolic, in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, in vista della sua prima visita italiana in qualità, purtroppo, di capo di Stato, ha di nuovo messo sella e briglia al suo cavallo di battaglia elettorale, rispolverando tesi negazioniste tanto tristi quanto ridicole, soprattutto per uno che dovrebbe fare, di mestiere, non più l’imbonitore di nazionalisti ubriachi in feste rurali ma il presidente di tutti i serbi, ma proprio tutti, persino quelli democratici (perché ne esistono, eccome se ne esistono, anche se rischiano).
Inutile sarebbe raccogliere firme e chiedere al presidente italiano Giorgio Napolitano di non ricevere uno come Nikolic, visto che, tra l’altro, in ballo ci sono i 90 milioni di euro che lo Stato serbo s’è impegnato con il predecessore di Nikolic, il nazionalista “moderato” Boris Tadic, a erogare alla Fiat per mandare a regime lo stabilimento di Kragujevac, luogo scelto da Marchionne per produrre delle parti della 500L.
Allora, visto che ormai la diplomazia, il buon gusto e il buon senso hanno chinato del tutto la testa davanti ai soldi, e visto che di Srebrenica non pare interessare granché neppure ai nostri politici, l’unica soluzione potrebbe essere rendere pan per focaccia a Nikolic, negandone l’esistenza. “Mai sentito parlare del genocidio di Srebrenica, quindi non c’è stato?”, dice Nikolic? Bene: “Mai sentito parlare di Nikolic, quindi non esiste e non deve essere mai esistito”, potremmo rispondere noi. Tanto, più che negare un negazionista pare che non si possa fare, in questo mondo malato e con tanto tanto pelo sullo stomaco…