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“sparata” del due volte primo ministro e attualmente presidente dell’Entità
denominata Repubblica serba di Bosnia (Rs), il milionario ultranazionalista Milorad
Dodik: “Il mio programma politico prevede il rafforzamento dell’autonomia della
Republika Srpska, fino al raggiungimento dell’indipendenza”, ha detto il leader populista in un’intervista
rilasciata al quotidiano serbo Blic. “Credo
che gli eventi in Crimea, con il referendum, siano stati un buon esempio che
potrebbe essere seguito”, ha aggiunto Dodik, da anni amico intimo del
presidente russo Vladimir Putin, tacendo sul fatto che il referendum nella
Crimea orientale è stato illegale e s’è tenuto in un clima di conflitto bellico
e che al momento la regione separatista ucraina è attraversata da pericolosi
venti di guerra e di fatto è stata occupata militarmente da Mosca. Un atto di
fede verso Putin e una piccola sfida alla Nato e agli Stati Uniti: così
potremmo etichettare queste dichiarazioni di Dodik, se non fosse chiaro che
alimentare il fuoco del separatismo e delle differenze nazionali in Bosnia, in
questo momento, è tremendamente pericoloso.