Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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venerdì 3 aprile 2015

Šešelj il piromane di bandiere e l’imbarazzo di Belgrado

Dopo aver dato fuoco alle bandiere della Nato, dell’Unione europea, degli Stati Uniti e del Kosovo in occasione del sedicesimo anniversario dall’inizio dei bombardamenti della Nato sul Kosovo e su Belgrado, il leader ultranazionalista serbo Vojislav Šešelj, gran capo del Partito radicale serbo (Srs), lo scorso 1° aprile ha bruciato in piazza, davanti alla stampa, una bandiera croata, destando proteste a Zagabria e non poco imbarazzo a Belgrado.
Šešelj “non rappresenta la Serbia”, ha voluto puntualizzare il primo ministro serbo Aleksandar Vučić, aggiungendo che “la Serbia si comporta da elemento di stabilizzazione nella regione e non invierà messaggi che possano creare tensione”.
La tensione, in effetti, tra Serbia e Croazia è alle stelle da ormai un quarto di secolo, tanto che le relazioni diplomatiche tra i due Paesi non sono mai state formalmente riallacciate, dall’uscita della Croazia dalla federazione jugoslava, nel 1991, a oggi.
Šešelj invece, per conto suo, continua a voler insistentemente far parlare di sé e a dare, a sua volta, fiato ai tromboni dell’ultranazionalismo serbo. Šešelj dovrebbe trovarsi all’Aja in attesa della sentenza di primo grado del processo in cui è imputato di omicidio, atti inumani, persecuzioni per motivi politici, razziali e religiosi, sterminio e attacchi contro civili in Bosnia Erzegovina, in Croazia e nella regione serba della Vojvodina. Šešelj era stato liberato lo scorso novembre per permettergli di curarsi un cancro al colon. L’uomo – per oltre dieci anni deputato dell’Assemblea nazionale serba e di quella federale della Repubblica jugoslava, vice primo ministro serbo dal 1998 al 2000 e sindaco di Zemun dal 1996 al 1998 – era stato estradato all’Aja il 24 febbraio 2003 ed è in attesa della sentenza del Tpi dal marzo del 2012. Appena rientrato a Belgrado era stato accolto da scene di giubilo e da subito si era lasciato andare alle intemperanze verbali che gli sono note e proprie. Non sembra al momento intenzionato a cambiare atteggiamento…