
Siccome
chi scrive non crede in streghe, fantasmi e mostri (tranne quelli in carne e
ossa che purtroppo si aggirano tra noi), tende dunque a scartare decisamente l’ipotesi
– sposata da certo estremismo cattolico in vena di spargere zizzania qua e là –
che la festa di Halloween sia in alcun modo legata a invocazioni a Satana. È di
certo una festa pagana che la Ognissanti cattolica, a differenza di tante altre
feste pagane, non è riuscita a sopprimere o ad assorbire. E già per questo
merita un certo rispetto, visto che ogni altra festività pagana (pensiamo al Ferragosto)
è stata soppiantata e assorbita dagli uomini con la gonna che comandano in
quell’angolino di mondo troppo opulento che si chiama Vaticano.
Halloween,
come tutti sanno, deriva il suo nome da “All Hallow Eve”, cioè Tutti i Santi, e
ne è la variante scozzese. Quindi qui più di qualcuno alzerà le antenne e gli
scudi: Scozia, quindi Celti, quindi pagani precristiani che hanno fatto finta
di arrendersi al cristianesimo ma ancora vivono in mezzo a noi, eccetera…
(scene di panico, crocifissi in fiamme, legna accatastata per ogni evenienza…).
Per i
Celti il 31 ottobre – che oggi per noi è la festa di Halloween – era una data
speciale, perché segnava la fine dell’estate. Si celebrava allora, quel giorno,
la festa di Samhain, ovvero la fine della stagione dei raccolti e l’inizio dell’inverno.
Che non era l’inverno nostro da riscaldamento globale, per essere precisi. Era
questa, contestualmente, la notte in cui le anime dei morti tornavano sulla
terra in varie fogge, ovvero come fantasmi, streghe, demoni… ovvero tutto ciò
in cui non crede chi scrive… oltre a Berlusconi, Renzi e i vari onemanshow di moda in questi tempi
tristi, forse loro, davvero, incarnazione dei nostri peggiori fantasmi…
Poi,
come si sa – non lo sanno i leghisti, perché sono ignoranti, e i fascisti,
perché sono se stessi… e lo fanno molto bene… – l’uomo da quando è nato su
questo povero pezzo di mondo sferico con i poli schiacciati, cammina, si
sposta, vaga, si trasferisce, transita… da ben prima che la privatizzazione
delle autostrade e delle ferrovie dello Stato creasse i disastri che tutti i giorni
viviamo. E così qualche celto – e senz’altro la cultura celtica – un bel giorno
arriva negli Stati Uniti. Che, si sa, sono la patria di Hollywood, della
plastica, delle californiane con le tette rifatte e del neoliberismo, per cui
se quattro più quattro fa otto, era inevitabile che proprio là nascesse la
festa che poi, negli ultimi anni, è rimbalzata di nuovo di qua, nella vecchia
Europa, perdendo al contempo ogni lato macabro e trasformandosi in un evento
ludico e commerciale. Praticamente, l’incarnazione di un grande cartone animato
di Scooby-doo grande come l’intero Occidente.