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martedì 2 febbraio 2016

La "grande scommessa" e la "grande spazzatura"... italiana

La nuova “grande scommessa”: banche e risparmiatori, la storia si ripete
Obbligazioni “spazzatura”, scommesse sul fallimento altrui, truffe del sistema bancario ai danni dei risparmiatori. Sono alcuni dei temi del film “La grande scommessa” di  Adam McKay ora nelle sale, anticipati nel libro “Così banche e finanza ci rovinano la vita” di Massimo Guerrieri, Paolo Giovanardi e Antonello Cattani. 
Molti non sanno che già nel 1300 le banche scommettevano concedendo crediti di dubbia solvibilità, in cambio di privilegi. Il risultato? Fallimento e perdite dei risparmiatori, dopo che i banchieri si erano distribuiti lauti profitti.
Il caso delle quattro banche prima commissariate, poi quasi fallite ha portato allo stesso risultato: azionisti e obbligazionisti hanno perso circa 1,2 miliardi di euro e i banchieri sono rimasti impuniti. In finanza la storia non insegna: si ripete amaramente.
Una nuova grande scommessa sembra essere la soluzione trovata per “sistemare” i circa 200 miliardi di sofferenze del sistema bancario italiano, la percentuale più alta in Europa rispetto ai crediti erogati. Il meccanismo sembra lo stesso del 2008: trasformare i crediti dubbi in obbligazioni da distribuire sul mercato, scaricando i rischi sui sottoscrittori di tali titoli. Lo Stato offre una garanzia che, al momento, non prevede esborsi. Ma se i creditori in “sofferenza” non onoreranno i propri impegni, chi pagherà?
La risposta non è difficile…