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domenica 1 ottobre 2017

La Corte d’Appello di Brescia “sconta” a vent’anni la condanna di Paraga

Dopo circa tre ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise d’Appello del Tribunale di Brescia ha pronunciato una condanna a vent’anni ai danni di Hanefija Prjić, meglio noto come comandante Paraga, il leader paramilitare che il 29 maggio 1993 dette l’ordine di uccidere a sangue freddo sulla via che collega Gornji Vakuf con Travnik, la cosiddetta “strada dei diamanti”, i tre volontari italiani Sergio Lana, Fabio Moreni e Guido Puletti. Alla strage scamparono per miracolo, fuggendo disperatamente nei boschi, altri due nostri connazionali, Agostino Zanotti e Christian Penocchio. Paraga era stato condannato in primo grado all’ergastolo e la procura bresciana aveva chiesto la conferma della condanna anche in appello.
Ora il destino di Paraga è appeso a questioni procedurali e, qualora si decidesse di considerare parte della condanna i 13 anni e quattro mesi già da lui scontati in Bosnia e i due anni di carcerazione già affrontati in Italia dopo l’estradizione dalla Germania, dove il criminale di guerra era stato arrestato, l’uomo che diede l’ordine di giustiziare a sangue freddo gli innocenti volontari italiani potrebbe presto tornare un libero cittadino. Soddisfazione è stata espressa dal legale italiano di Paraga, mentre uno dei sopravvissuti all’esecuzione, Agostino Zanotti, come sempre si è sforzato di trovare il lato positivo nella condanna, seppur grandemente ridotta, esprimendo come sempre la sua fiducia nella legge. Rimangono invece a oggi ancora a piede libero i responsabili materiali dell’eccidio, uno dei quali sarebbe stato individuato ma non arrestato.