Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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lunedì 23 novembre 2015

Faruk, l'uomo delle terrecotte e della speranza


Faruk sta lavorando alla sua postazione. La cantina di casa è un ottimo posto per dare libero sfogo all'arte attraverso la dolcezza e la sicurezza della manualità. Da 250 anni la sua famiglia produce terrecotte, sempre e rigorosamente a mano. Per far girare sul piatto la materia da plasmare - terra della montagna e acqua - usa una cinghia collegata al piatto e a un motore di lavatrice. Pochi minuti e il capolavoro è fatto. Poi un mese ad asciugare prima d'infilare tutto nel forno fatto a mano con i mattoni refrattari.
Faruk ha due figli che fanno lo stesso suo lavoro. Il più giovane sogna di aprire una bottega artigiana in Germania. Il ragazzo è in gamba, speriamo ce la faccia. Sempre più ragazzi bosniaci lasciano il Paese col sogno della Germania nel cuore. Tanti vanno a fare gli infermieri, di cui Berlino ha gran fame. Non pochi si affidano ad agenzie interinali: belle proposte economiche sul contratto scritto in bosniaco, condizioni capestro sul secondo, scritto in tedesco, che annulla il primo.
Comunque vada, per il ragazzo le braccia e la cantina di Faruk saranno sempre aperte. L'uomo è rude, ma sotto la scorza ha un amore sconfinato.
Gente come Faruk rappresenta una speranza per il futuro della Bosnia Erzegovina. Gente come Faruk meriterebbe le copertine dei magazine e le prime pagine dei giornali. Quelli come Faruk sono persone vere, altro che storie!