Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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mercoledì 22 giugno 2016

Kanita-Ita Fočak, quando una sorella di Sarajevo diventa Cavaliere della Repubblica


C’è un Paese, l’Italia, che a volte sa riconoscere i meriti veri delle persone vere. Questo è uno di quei rari casi. Pochi giorni fa, infatti, la Repubblica italiana ha conferito l’onorificenza di Cavaliere all’architetto bosniaco Kanita-Ita Blazević per i grandi servigi resi allo Stato italiano e a molteplici cittadini del nostro Paese – incluso chi scrive – nella sua ormai venticinquennale carriera di interprete, mediatrice culturale, traduttrice giurata. E, aggiungerei, donna colta, raffinata e gentile, professionista ineccepibile, essere umano raro.
Per qualcuno potrà esserci una domanda lì appesa: Blazević? Mai sentita… Giusto. Chiunque conosca Sarajevo e la Bosnia conosce infatti la nostra amica con il cognome da sposata. Dunque, Kanita-Ita Fočak, per quanto il suo nome da nubile fosse, semplicemente, Ita Blazević. La maggior parte la riconoscerà nelle foto che pubblico a corredare questo breve post.
Sono appena rientrato da una trasferta di lavoro in una località che al momento preferisco mantenere riservata. Il Paese è la Bosnia Erzegovina. La traduttrice-interprete-amica al mio fianco era, una volta di più, Kanita. Come sempre, preziosissima e unica.
La richiesta di conferire l’onorificenza a Kanita è partita dal comandante della missione italiana della Eupm. A corredo della richiesta, motivatissima, tante lettere, attestati di riconoscenza, documenti.

Complimenti Kanita e grazie per i servigi che hai reso e rendi non solo all’Italia e a ogni singolo italiano, ma all’intera umanità da quel luogo di sogno e di dolore che si chiama Sarajevo. Che questa onorificenza ti porti la soddisfazione che meriti e ti permetta di portare con te, una volta di più e per sempre, tutta la nostra riconoscenza, stima e ammirazione.