Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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martedì 5 luglio 2016

Genocidio di Srebrenica, i numeri del 2016

L’11 luglio, come ormai triste consuetudine, saranno tumulati i resti delle vittime del genocidio di Srebrenica riconosciute grazie al lavoro degli antropologi forensi e all’esame del Dna.
Quest’anno saranno 127 i mucchietti d’ossa contenuti dentro piccole casse verdi che raggiungeranno gli altri loro 6.377 compagni di sventura sotto la dura crosta della terra del cimitero memoriale di Potočari, distante circa cinque chilometri da Srebrenica.
A quota diecimila – il numero stabilito dall’ente internazionale che si occupa del riconoscimento e dell’inumazione delle vittime, sebbene i famigliari delle vittime da anni facciano il numero di 10.701 morti – manca ancora molto.
Stucchevoli polemiche hanno preceduto (e stanno precedendo) la commemorazione. A queste stucchevoli polemiche, come ogni anno accade, seguirà il silenzio dei politici-sciacalli e dei media, talvolta non meno sciacalli.
Ai parenti delle vittime che quest’anno troveranno sepoltura vanno le più sincere condoglianze. A chi ancora sta aspettando che i loro cari vengano esumati da nuove fosse comuni secondarie o terziarie o vengano riconosciuti dagli esperti nel centro commemorativo di Tuzla, tutta la più umana comprensione e il più forte sostegno affinché questo dolore ultraventennale possa finalmente trovare conclusione.

Tutte le vittime – sia quelle già inumate sia quelle che forse un giorno lo saranno – e i loro famigliari stanno ancora aspettando quella chimera chiamata giustizia, che al momento è solo e semplicemente giustizia negata.