Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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giovedì 20 aprile 2017

L’arresto di Gabriele Del Grande

Sono trascorsi oltre dieci giorni da domenica 9 aprile, giorno in cui il nostro autore Gabriele Del Grande, reporter e documentarista, è stato arrestato dalle autorità turche al confine tra la Turchia e la Siria. Gabriele, attualmente trattenuto in un centro di detenzione amministrativa a Mugla, ha potuto telefonare solo martedì sera alla compagna Alexandra D’Onofrio, raccontandole di non aver più il suo telefono cellulare, né i documenti e le sue cose. Gabriele ha rassicurato Alexandra sulla sua salute e l’ha informata di essere stato interrogato più volte, ma di non aver ancora avuto diritto a un avvocato. Per questo Gabriele ha iniziato uno sciopero della fame, invitando tutti a mobilitarsi per il rispetto dei suoi diritti.
Notizie diplomatiche informano che domani, venerdì, il consolato italiano in Turchia potrà incontrare Gabriele e che il ministro degli Esteri italiano Alfano ha chiamato ieri il collega turco per ribadire la richiesta del rilascio immediato del reporter toscano, ricevendo una risposta di massimo impegno dal governo di Ankara perché la procedure vengano concluse al più presto. Sul caso è intervenuta anche l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini che afferma: "Ci siamo coordinati con le autorità italiane fin dal primo momento, come facciamo in casi simili in cui la responsabilità principale è dello Stato membro. L'Ue, in questo particolare caso, si è attivata per sostenere l'azione dell'ambasciatore italiano ad Ankara, che oltretutto ho sentito nei giorni scorsi, per sostenere l'azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche".
Sono tantissime le manifestazioni di solidarietà a Gabriele partite in questi giorni, a cominciare da un appello alle istituzioni firmato da Francesca Borri, Concita De Gregorio, Giovanni De Mauro, Stefano Liberti, Valerio Mastandrea, Andrea Segre e dal regista Daniele Vicari. "Conosciamo Gabriele Del Grande da molti anni – si legge nell'appello – abbiamo condiviso con lui viaggi, inchieste e racconti, avendo l'onore e il piacere di apprezzare la professionalità e l'umanità con cui ha sempre condotto le sue ricerche. Il suo contributo alla democrazia del nostro Paese è da anni di enorme valore, grazie alla sua capacità di incontrare, conoscere e capire realtà diverse e complesse, grazie alla sua lucidità nel saper collegare responsabilità politiche a quotidiane ingiustizie subite da uomini e donne delle tante culture che vivono nell'Italia e nel Mediterraneo di oggi".
Le piazze italiane si stanno mobilitando con tantissime iniziative; tra le tante ricordiamo che sabato 22 aprile a Palermo,
alla vigilia della XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia, si tiene un’iniziativa in favore di Gabriele. A partire dalle 16,00 ai Cantieri culturali della Zisa, Alessio Genovese, reporter che ha collaborato in diverse occasioni con Del Grande, e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, aggiorneranno sulla situazione di Del Grande e sulle iniziative in corso per sollecitarne il rilascio. Seguirà la proiezione del documentario “Io sto con la sposa”, realizzato nel 2014 da Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry e da Gabriele.
E il web, che segue Gabriele da sempre con affetto, si augura la sua liberazione al più presto attraverso l’hastag #iostocongabriele
Con la nostra casa editrice, Infinito edizioni, ha pubblicato tutti e tre i libri di Gabriele Del Grande, a cominciare dal primo e più noto, "Mamadou va a morire", seguito da "Roma senza fissa dimora" e dall'insostituibile "Il mare di mezzo".