Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
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lunedì 29 maggio 2017

“Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio”, la lettera di un'amica e lettrice

Caro amico,
voglio semplicemente ringraziarti, esprimerti il mio sincero apprezzamento per aver scritto “Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio”. Un’altra pagina di storia sconosciuta a molti, ma che conoscerla “costringe” a voler capire, a fermarsi a riflettere anche su noi stessi.
Quanto accaduto conferma che le belve si celano nelle pieghe della nostra vita di tutti i giorni, anche nelle nostre famiglie, persino nelle pieghe della nostra personalità.
È stato interessante ascoltarti in più presentazioni del tuo recente tour abruzzese. Tranquillizzante ascoltare i commenti di giovani che prendevano coscienza di Višegrad. Sconfortante sentire espressioni vuote e di comodo di altre persone.
Višegrad, insieme al tuo straordinario “Srebrenica.I giorni della vergogna”, smuove le coscienze, aiuta chi lo desidera a ritrovare il valore dell’essere umano.
Le storie, le testimonianze che ci racconti con coraggio, si con coraggio perché eri li ad ascoltare le vittime e vedevi il dolore accanirsi su loro, ci umiliano, ci fanno male, a volte ci destabilizzano.
“Lady Wiesenthal”, “Vilina Vlas”, “Il gigante triste”, “La giustizia (negata)” soni capitoli che scrollano, scuotono.
Tutto il libro induce a riflettere, ad assumersi le proprie responsabilità e a uscire dall’indifferenza. È vero, maggiori colpe le ha chi ricopre ruoli istituzionali, leciti e abusivi, ma ognuno di noi deve poter fare la differenza con il proprio atteggiamento, con il proprio comportamento, a cominciare da noi stessi, nel nostro piccolo, dalla nostra coscienza. Noi decidiamo cosa vogliamo fare, cosa vogliamo essere. Per poi continuare ad assumerci le responsabilità con la nostra famiglia, con i nostri vicini di casa, e con il resto del mondo.
Luca ti apprezziamo in molti e altri ancora impareranno a riflettere anche grazie a Višegrad.
Un caro saluto.

Eunice