Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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mercoledì 9 settembre 2015

La Bosnia libera dalle mine alla fine del 2017?

Nel corso di una conferenza sulle munizioni a grappolo in svolgimento in Croazia, a Dubrovnik, il ministro degli Affari civili bosniaco Adil Osmanović ha dichiarato che la Bosnia Erzegovina sarà liberata dalla sciagura delle mine anti-persona e degli uxos (ordigni bellici inesplosi) entro la fine del 2107.
A detta di Osmanović, al momento circa il 2,3 per cento del territorio bosniaco sarebbe interessato dalla presenza dei terribili ordigni, che mettono a repentaglio la vita di circa 535.000 persone suddivise in oltre 1.400 comunità locali.
Il tempo saprà dire se le assicurazioni di Osmanović siano fondate o meno. Le cifre sulla presenza di ordigni bellici inesplosi sul territorio bosniaco erzegovese sono molto approssimate e si passa da stime di alcune centinaia di migliaia di ordigni fino a circa due milioni. Ogni anno, dal 1996 a oggi, civili continuano a rimanere seriamente offesi o a perdere la vita a causa dell’esplosione di questi ordigni, mentre molte critiche in passato sono state fatte alle condizioni di lavoro – e in particolare di stress – in cui gli sminatori bosniaci sono costretti a lavorare, in cambio di un salario non adeguato al rischio.