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venerdì 11 settembre 2015

Proteggere i risparmi evitando le bolle speculative, i consigli degli esperti

In un recente sondaggio, apparso sul Sole 24 Ore, il 32% degli intervistati dichiara di non sapere cosa sia una “bolla speculativa”. La percentuale sale al 37% nella fascia di età compresa tra 35 e 54 anni. Nello stesso sondaggio l’82% degli intervistati definisce il proprio livello di conoscenza finanziaria tra sufficiente e scarso. In questo scenario non deve stupire il comportamento della maggioranza degli investitori nei periodi di turbolenza: è difficile difendersi da qualcosa che non si conosce.
Non è raro osservare come i risparmiatori riversino le loro risorse su strumenti rischiosi di tipo azionario al crescere dei listini, comprando così a prezzi sempre più alti, e vogliano ritirare i loro risparmi nelle fasi di calo, vendendo quando i prezzi crollano.
La “bolla speculativa” è un fenomeno che si sviluppa sui mercati in tempi rapidi, caratterizzato dalla crescita molto elevata del prezzo o del valore di alcuni beni, servizi o prodotti finanziari, e da una domanda crescente e inaspettata nel tempo, che non corrisponde a una tangibile ragione economica. 
Una connotazione tipica di questo fenomeno è che a fine ciclo solitamente interviene un forte movimento contrario di ridimensionamento del mercato, che fa tornare precipitosamente indietro le quotazioni oggetto della speculazione: questa fase è nota come scoppio della bolla speculativa. 
L’immagine è quella di un locale affollato dove scoppia un incendio e tutti vogliono uscire insieme dall’unica uscita di sicurezza. Qualcuno si salverà ma molti resteranno intrappolati e perderanno la vita, nel caso dei risparmiatori i loro soldi.
Ultimamente i mercati finanziari sono come dei locali molto affollati. Sono pieni di piccoli investitori che, nella ricerca di rendimento in un’epoca di tassi pari a zero, dimenticano il proprio profilo di rischio e si avventurano su prodotti finanziari che nell’82% dei casi dimostrano di non conoscere. Rimanendo nella metafora: è come se entrassero in un locale sconosciuto senza verificare le norme di sicurezza. Se scoppiasse un incendio come farebbero a trovare la via di uscita?
Nel libro Così banche e finanza ci rovinano la vita gli autori Massimo Guerrieri, Paolo Giovanardi e Antonello Cattani – ex bancari “pentiti” ora consulenti finanziari indipendenti – aiutano il risparmiatore a conoscere i pericoli dei mercati finanziari. Forniscono, in maniera chiara, le “istruzioni di sicurezza e le vie di fuga” del locale sconosciuto.
Le regole da seguire sono semplici, quella fondamentale è che quando si affronta un investimento non bisogna partire dal rendimento, ma dal rischio, dalla perdita potenziale che esso può procurare. Spesso la trattativa per investire i risparmi di una vita si riduce alla frase “Quanto si prende?”. È su questo che fanno leva banche e intermediari finanziari, talvolta basandosi su rendimenti passati difficilmente replicabili. Partire da quanto si è disposti a perdere, quantificando esattamente la cifra, è la prima regola per evitare sorprese e raggiungere la serenità finanziaria. Non è un processo facile – chi colloca prodotti non sempre si cura di avvisare il risparmiatore – e necessita, almeno inizialmente, dell’aiuto di un esperto non in conflitto di interessi.