Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

giovedì 20 ottobre 2016

20-21 ottobre 1944: la liberazione di Belgrado

Ripercorriamo i giorni della liberazione di Belgrado con la ricostruzione a cura del nostro autore Bruno Maran in Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti.

“Così il colonnello partigiano Jovan Vujosević descrive il ruolo dei combattenti italiani: ”Gli infaticabili garibaldini giunsero a metà ottobre alle falde del monte Avala, alla periferia della capitale; erano circa cinquecento i combattenti anti-fascisti italiani.
Poco prima di giungere davanti a Belgrado osservavo la colonna in marcia: per le loro qualità morali e combattive, per armamento e ritmo nella marcia, per l’entusiasmo erano combattenti degni d’ammirazione. I battaglioni italiani si aprirono la strada combattendo dall’Avala all’Autocentro, dalla piazza Slavija alla via Kralj Milan, dalla via Četinješka alla Casa del soldato. 
Il battaglione Garibaldi operò sul centro e il Matteotti verso la vecchia centrale elettrica. Dopo due giorni di battaglie di strada i compagni italiani avevano già strappato importanti posizioni ai tedeschi. Via via che si occupavano le parti della città, altri volontari si univano ai due battaglioni: erano italiani che si liberavano dalla prigionia dei tedeschi. I compagni italiani tennero testa per giorni al violento fuoco nemico”.
Così il colonnello partigiano Jovan Vujosević descrive il ruolo dei combattenti del monte Avala, alla periferia della capitale; erano circa cinquecento i combattenti anti-fascisti italiani.

Per saperne di più consigliamo la lettura di Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti che ripercorre gli ultimi decenni della storia jugoslava, anno per anno, giorno per giorno.