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mercoledì 12 ottobre 2016

Trofeo Topolino e Disney, quando le “strategie aziendali” ammazzano la poesia (e i ricordi)

A causa di “strategie aziendali” – così recita la nota ufficiale – la potente multinazionale Disney ha deciso di cancellare dalla sua programmazione tutte le ormai storiche attività sportive organizzate da decenni in Italia. Lo sci è tra le principali vittime di questa decisione che strappa senza remore e senza pietà le radici di molti di noi, che sulle pagine di Topolino leggevano delle gesta di tanti piccoli atleti in erba, alcuni dei quali sarebbero diventati campioni.
La stampa quotidiana si è soffermata su alcuni nomi nobili dello sci alpino, quali Gustavo Thoeni e Alberto Tomba (Albertone, tra l’altro, chiuse intorno alla trentesima posizione quando, ragazzino, fu chiamato a cimentarsi).
Uno che al Trofeo Topolino a suo tempo fece una gran bella figura fu il nostro campione olimpico di slalom speciale Giuliano Razzoli, di cui è in uscita il libro, che ho avuto il piacere di scrivere con lui a quattro mani, dal titolo VAIRAZZO, VELOCE E FEROCE! (e chi lo leggerà scoprirà che nella scelta del titolo c’è anche un po’ lo zampino di Albertone, che ha firmato la prefazione del libro). Il libro è arrivato proprio oggi in redazione dalla tipografia ed ecco subito cadere la “tegola” della decisione della Disney.
Del Topolino parliamo diffusamente in un capitolo dal titolo non casuale (come mi auguro vorrete scoprire) Allacciati gli scarponi. Eccone, in anteprima, un piccolo estratto:


Nel 1999 vince le selezioni italiane del Trofeo Topolino e poi arriva quarto nel torneo aperto a giovani sciatori da tutto il mondo. Io a quel tempo avevo 29 anni e Topolino non lo leggevo più da un po’. Però da bambino mi ricordo quelle paginate a colori sui numeri invernali, con bambini, topi e paperi sorridenti sugli sci. Non tutti sanno che il Trofeo Topolino nacque grazie a un’iniziativa di Mike Bongiorno e del giornalista Rolando Marchi, detto Rolly, trentino che ha seguito sei decenni di sport invernali. Con loro c’era anche il maestro di sci Gigi Panei, in qualità di supervisore. L’anno è il 1957 e il periodo da allora prescelto per gareggiare è il terzo fine settimana di febbraio, da sempre. Dal 1970 poi il Trofeo Topolino diventò Criterium Internazionale Giovani FIS, quindi a tutti gli effetti un Mondiale giovanile, con 350 giovani atleti chiamati a misurarsi da tutto il pianeta. Pensate che il nostro Albertone Tomba arrivò trentaduesimo. Era il 1980 e Giuliano doveva ancora nascere…
“Sì, il Topolino l’ho vinto nel 1999… ci pensa un attimo su … e sì, facevo già la seconda superiore… Sai, il Topolino è stata la prima grande occasione di andare al di là dei miei confini. Sì, intendo quelli della mia regione. Fino ad allora, e per un paio d’anni, posso dire di aver dominato la categoria Allievi in Emilia Romagna. Col Topolino per la prima volta potevo misurarmi prima coi più bravi di tutt’Italia, poi addirittura con qualche centinaio di altri giovani sciatori provenienti da tutto mondo. L’occasione era ghiotta. Fin da quando ho partecipato alle selezioni per le finali italiane ho potuto respirare un’aria diversa. Mi sono potuto confrontare con ragazzi da tutte le Alpi. E le Alpi sono grandi, te l’assicuro, così come posso garantire che noi sciatori degli Appennini siamo di meno rispetto agli altri. Sciamo ad ottimi livelli, per carità. Però una cosa è dominare l’Emilia Romagna, altro è confrontarti con chi scenda dalle piste sulle Alpi e vedere a che punto sono i tuoi pari età di tutta Italia. Per farlo, hai solo un modo: devi uscire fuori dai confini regionali. Il Topolino è stata una delle primissime occasioni per farlo e il risultato finale mi ha fatto capire che la strada era giusta. Alle finali italiane infatti mi classificai secondo alla fine della prima manche e primo assoluto alla fine della seconda manche. Fu la mia prima vittoria a livello nazionale. Poi venne la sfida delle finali mondiali del Topolino. Chiusi il torneo al quarto posto, ma sempre primo degli sciatori italiani della mia età. Oggi posso vedere quell’esperienza come un segnale fondamentale, quello che stavo percorrendo la strada giusta e dovevo continuare così”.

Il quarto posto al Topolino gli spalanca le porte per il Mondiale di categoria che si sarebbe svolto in Canada. Grande stagione quel 1999, qualificazione in tasca, passaporto pronto… ma mamma Tiziana dice che… “…non si può andare in Canada perché dovevo tornare a scuola…”.