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martedì 18 ottobre 2016

"Srebrenica. La giustizia negata": Noury a Bolzano, io e Iscos in Bosnia a incontrare le donne vittime di guerra

SREBRENICA. LA GIUSTIZIA NEGATA torna in pista con una presentazione molto importante a Bolzano.
Questi gli estremi: venerdì 21 ottobre, BOLZANO, Sala Giuliani – II piano del Centro Culturale Cristallo, via Dalmazia, nell’ambito della V edizione de “Un altro viaggio”, organizza la Cooperativa Le Formiche, ore 20,30.
Molto gentilmente gli organizzatori hanno invitato da mesi tutti e due gli autori alla serata. Purtroppo uno dei due autori - ovvero chi scrive - in quella stessa data sarà altrove, in Bosnia.
A rappresentare anche me e le ragioni profonde che ci hanno spinto a scrivere questo libro ci sarà Riccardo Noury, una garanzia assoluta di correttezza, di chiarezza espositiva e di serietà. Oltre che un amico prezioso.
Chi scrive purtroppo ha dovuto dare forfait per cause di forza maggiore. Chi mi conosce sa che ho partecipato agli incontri sui Balcani anche con la bronchite. Ora che ci penso, solo un'altra volta ho dovuto dare forfait, a Cuneo, per un ricovero a causa della mia "adorata" ulcera e l'obbligo di stare a riposo nelle settimane successive all'uscita dall'ospedale.
Provo a spiegare brevemente la ragione che mi impedirà d'incontrare gli amici di Bolzano il prossimo 21 ottobre. Sarò in Bosnia a portare a conclusione un percorso molto importante nel quale sono coinvolti gli amici di Iscos Emilia Romagna. Insieme andremo a portare all'Associazione delle donne vittime di guerra una videocamera e le relative schede, grazie alle quali potranno finalmente filmare e conservare memoria delle centinaia di testimonianze che ogni anno raccolgono sulla guerra del 1992-1995 e sulle relative violenze sessuali subite dalle vittime dello stupro etnico, creando un database fondamentale per chi in futuro vorrà studiare questo fenomeno spaventoso. L'Associazione collabora da vent'anni con la giustizia bosniaco-erzegovese e con quella internazionale, ma nessuno prima aveva mai trovato il tempo e i soldi per dotare queste donne almeno di un computer o di un registratore vocale. Si tratta, sarà bene sottolinearlo, di donne nella maggior parte dei casi rimaste sole, costrette a vivere di agricoltura e, comunque, spesso di stenti, non avendo un lavoro e non di rado non avendo chi si prenda cura di loro.
L'iniziativa di dotare l'Associazione di una videocamera è partita da me dopo un incontro con la presidente di questo combattivo gruppo, Bakira Hasecic, e Iscos Emilia Romagna ha avuto la grande sensibilità di raccogliere questa richiesta e di finanziare l'acquisto. Insieme andiamo ora a portare la videocamera e a esprimere la vicinanza al lavoro di queste donne coraggiose anche di altre associazioni presenti sul territorio italiano, così che chi lotta per la giustizia non debba continuare a sentirsi solo.
Queste sono le ragioni che purtroppo - non essendo disponibile un'altra data - mi spingono a disertare l'incontro di Bolzano, nella speranza che possa esserci un giorno modo di riparare.
Io credo che parlare sia fondamentale, ma è altrettanto fondamentale agire. Sono sempre stato più uomo d'azione che non di penna, anche se a volte mi trovo letteralmente a morire dietro una scrivania. Ma arriva il momento in cui devi per forza partire e "sporcarti le mani". O, meglio ancora, avere il coraggio di metterci la faccia. C'è troppa gente in giro che parla a basta, quando si tratta di Bosnia Erzegovina. A volte sparla e lo fa anche con cattiveria. Io agisco e spero che qualcuno sarà d'accordo con me sulla necessità di farlo. Diversamente - come più di una volta mi è capitato - meglio agire da soli che seguire il gregge di chi fa del disinteresse la propria religione. In questo caso - e questo mi consola non poco - è bello poter fare un percorso virtuoso con Iscos Emilia Romagna e con altri che sposano la nostra causa.
In bocca al lupo per il bell'incontro di Bolzano e, spero, a presto!