Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

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giovedì 17 marzo 2016

17 marzo 1945: i nazisti impiccano Ciro e altri tre compagni ai lampioni del Campedèl di Belluno

Il 17 marzo 1945 – settantuno anni fa – ai lampioni del Campedèl, la piazza principale di Belluno venivano impiccati quattro partigiani. Il loro capo era il siciliano ventiquattrenne Salvatore Cacciatore, nome di battaglia “Ciro”, che affrontò la morte con una dignità e un coraggio fuori del comune. I nazisti avevano consegnato al più giovane dei quattro una corda alla quale egli avrebbe dovuto fare un nodo scorsoio che avrebbe poi infilato al collo del suo capo. I due furono fatti salire su due scale che erano state appoggiate a un lampione e il ragazzo si mise all’opera. Fece vari infruttuosi tentativi: era terrorizzato e le mani gli tremavano in continuazione. Guardò il capo come per chiedere aiuto. “Ciro” gli disse qualcosa e lo incoraggiò con lo sguardo mentre egli faceva l’ennesimo tentativo. Quando finalmente il cappio fu pronto, fu lo stesso condannato a porgere la testa. 
Dopo la Liberazione, il luogo cambierà nome e si chiamerà Piazza dei Martiri.
Lo storico Enzo Barnabà ripercorre, nel romanzo storico Il Partigiano di Piazza dei Martiri. Storia del siciliano che combattè i nazisti e finì appeso a un lampione la vicenda di “Ciro”, colmando così un grande vuoto.