Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio

Višegrad. L'odio, la morte, l'oblio
Il nuovo libro di Luca Leone, nelle librerie e negli store online. Compralo su www.infinitoedizioni.it

venerdì 25 marzo 2016

Il discorso di Tito contro i nazionalismi, 26 marzo 1967

Il 26 marzo del 1967 a Priština, in un acceso discorso, Tito interviene duramente contro il pericolo dei nazionalismi. Di conseguenza – ricorda Bruno Maran in Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti. Cronaca postuma di un’utopia assassinata e delle guerre fratricide molti intellettuali ade­renti alla Matica Hrvatska si dimettono o sono espulsi dalla Lega dei comu­nisti, tra essi il generale Franjo Tuđman.
Il tema del nazionalismo torna nuovamente nella storia della Jugoslavia il 31 marzo del 1981, quando si segnala una ripresa delle manifestazioni a Priština. Le dimostrazioni hanno un carattere decisamente nazionalista, con scritte inneggianti all’unità di tutti i territori albanesi, esponendo immagini del leader albanese Hoxha. Purga nel­la Lega dei comunisti del Kosovo con 2.000 arresti tra gli iscritti. La durezza vuole essere un monito anche per le “tendenze nazionaliste” di sloveni e croati.
C’era una volta la Jugoslavia: dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, passando per il Regno di Jugoslavia, alla tremenda guerra di liberazione dagli invasori nazi-fascisti. Nacque nel 1947 la Repubblica socialista federativa di Jugoslavia, guidata dal maresciallo Tito: uno Stato federale esistito fino al 1991, quando scoppia la guerra, che porta nell’Europa della fine del XX secolo i crimini contro l’umanità, lo stupro etnico, il genocidio, l’urbicidio, la fuga di milioni di profughi, per concludersi con una pace ingessata, cui è seguita una guerra… “umanitaria”. Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti. Cronaca postuma di un’utopia assassinata e delle guerre fratricide racconta la storia di quel Paese, anno per anno, giorno per giorno. Un lavoro certosino di ricerca per realizzare un libro fondamentale.

Con il patrocinio dell’Associazione per i Popoli Minacciati

L’autore
Bruno Maran (Padova), fotoreporter di Stampa Alternativa, ha firmato grandi reportage da Bosnia, Macedonia, Croazia, Serbia e Kosovo, India, Sri Lanka. Si occupa di fotografia sociale e reportage, è co-fondatore del Gruppo Controluce e collabora con Radio Cooperativa. Ha preso parte a decine di mostre fotografiche personali e collettive. Ha firmato i documentari Zastava AnnoZero e Trieste-Risiera di San Sabba. Ha pubblicato il saggio Una lunga scia color cenere (La Città del Sole, 2013).